14 Settembre 2009 - metà 2010 Da Metafora AD Network a Metafora seguici su FriendFeed

Campagna La salute fa GOAL

7 ottobre 2008, ore 1:00

La salute fa GOAL, promossa dalla Cestas Riprendiamo ben volentieri a dedicare uno slot tra le campagne disponibili di Metafora AD Network a quelle realtà senza fini di lucro che ci contattano e che il Network ritiene di appoggiare, valutando degno di attenzione quello che si sta divulgando.
Questo perchè Metafora esiste anche per dare voce a chi non ha mai abbastanza voce, proprio come viene spiegato nelle nostre regole del gioco.

Cestas, l’organizzazione non Governativa di Bologna che si occupa di cooperazione internazionale sanitaria, ci ha contattato nell’ambito di uno dei loro progetti, “La salute globale: lotta alle malattie endemiche nei paesi dell’Africa Subsahariana, dell’Asia e in America Latina” sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri. ”
Con questo cappello di contorno, hanno avviato una campagna che si chiama “La salute fa GOAL!”, in collaborazione con ActionAid, AIDOS, AMREF e altri partner, che si puo’ approfondire con dovizia di particolari nel sito apposito www.lasalutefagoal.it.

Questa campagna, attraverso la metafora del calcio, promuove la salute come diritto umano fondamentale e come presupposto essenziale per lo sviluppo. I goal da “segnare” sono quelli previsti dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio (Millennium Development GOALs) che riguardano la salute globale.

Essi sono:

  • fermare entro il 2015 e progressivamente ridurre il contagio dell’HIV/AIDS
  • fermare entro il 2015 e progressivamente ridurre la diffusione della malaria
  • fermare entro il 2015 e progressivamente ridurre la tubercolosi e le malattie contagiose.

La campagna, senza alcun scopo di lucro, si propone proprio di diffondere la conoscenza di questi Obiettivi del Millennio e si impegna a denunciare quei governi che non si impegnano a rispettarli, pur avendoli sottoscritti. Nel sito, i visitatori, attraverso un gioco interattivo e una newsletter, possono approfondire la conoscenza delle tre pandemie, la loro diffusione, le cure e le storie delle persone che vivono quotidianamente con la malattia, sfatando anche alcuni pregiudizi radicati nella nostra cultura.”

Questa la spiegazione dell’iniziativa a nome di una delle referenti del progetto, Manuela Nuccilli.

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