14 Settembre 2009 - metà 2010 Da Metafora AD Network a Metafora seguici su FriendFeed

Prestiamoci.it - Il social lending utile a sè, utile agli altri Metafora AD Network promuove prodotti o servizi che utilizza o dei quali è felice, raccontando la propria esperienza, e mettendoci quindi la faccia fa pagare poi all’inserzionista non tanto la referenza, quanto una visibilità qualificata all’interno dei propri siti, che non crei rumore o fastidio ai lettori. Grazie alla referenza poi permette all’inserzionista di entrare nella Memoria della Rete, e quindi di lasciare delle tracce legate a delle persone con facce e nomi ben definiti. A persone che vivono la Rete come luogo, con la propria identità, e le proprie opinioni ed esperienze. Magari opinioni relative al prestito sociale, o social lending:

Per social lending (in italiano prestito sociale) si definisce un prestito da parte di privati ad altri privati su Internet a titolo di prestito personale. Viene anche chiamato prestito peer-to-peer, in analogia ai sistemi di diffusione dati tra utenti diretti. ( dalla definizione di Wikipedia )

Prestiamoci.it infatti un bel giorno contatta Metafora, chiedendo di fare qualcosa insieme per far conoscere questo progetto di social lending in rete.
Le prime reazioni di quelli di Metafora hanno oscillato tra uno scettico “Hey, si parla di soldi, e noi su queste cose dobbiamo metterci la faccia, andiamoci piano!”, ad un più diretto “E questi chi sono? Chi li conosce? E io dovrei garantire per loro senza saperne niente? E cosa vendono poi? Prestiti, figuriamoci… non se ne parla neanche!”.
Le persone, con le loro facce, perché questo è il punto in Metafora: come fidarsi di un sito in cui non vedi una faccia, non capisci dove sono le persone con cui confrontarsi? Insomma, se devo prestare dei soldi, la questione di vedere il viso del mio interlocutore – di chi li riceverà e di chi organizza il servizio – il suo sguardo, e capire se è degno di fiducia, è fondamentale!
Ma qui viene il bello: dietro a Prestiamoci.it ci sono in realtà persone vere, che il confronto non lo hanno sfuggito, ma cercato, finché un gruppo di Metafora si è incontrato con le persone di Prestiamoci per capire davvero il nocciolo della questione: bisogna fidarsi? E’ interessante tanto da meritare un approfondimento?
Proprio questo è l’oggetto dell’endorsement di Metafora in questa fase: il prodotto non c’è ancora, e non potremmo testimoniarne la bontà adottandolo. Ma possiamo testimoniare che dietro al nome Prestiamoci ci sono persone in gamba, serie e disposte al dialogo. Non ci interessa (come non interessa chi segue i nostri siti e blog) il brand Prestiamoci, ci interessano invece le persone che fanno Prestiamoci. E le persone ci sono, vale la pena seguirne gli sforzi e la passione con cui stanno mettendo in piedi il loro progetto di social lending per il mercato italiano.

Di seguito alcune delle questioni emerse nel confronto tra Metafora e Prestiamoci. I presenti erano: Matteo Brunati, Antonio Tombolini, Sergio Maistrello e Marco Ghezzi per Metafora, e dall’altra parte Mariano Carozzi, e Paolo Galvani, due dei soci di Prestiamoci.it.

domanda: “Cosa davvero differenzia Prestiamoci dal resto delle offerte di social lending, in crescita anche in Italia, oltre che nel resto del mondo?”

Gli altri servizi si concentrano molto sull’aspetto della divisione del rischio, e il contesto di utilizzo delle classiche istituzioni finanziarie rimane quello tradizionale. Noi invece vogliamo ricondurre le banche al loro ruolo originario, quello di cassaforte, e spostare il lato del servizio a chi è davvero degno di fiducia: non più un brand, un nome di una banca x, ma le persone. Persone che sono interessate allo scambio di denaro, sono interessate magari a prestare denaro ad altre persone perchè in Prestiamoci la fiducia cade su di un minimo di conoscenza reciproca. Ci si racconta, si vede che se un giovane è appassionato di moto, e cerca un prestito per comprarne una, è più facile averlo da qualcuno che ne condivide la passione e che magari ha a che fare con il mondo delle moto. Magari ci lavora. Questo perchè Prestiamoci è prima un social network di persone, che in un secondo momento poi si prestano anche denaro. Questo nelle banche non accade. Ed in più anche Prestiamoci interviene nel prestito, per mostrare che rischia assieme alle Persone che si fidano del sistema.
In una percentuale che varia dall’1 al 10 percento.

domanda: “Quindi le banche tanto in crisi oggi in che modo fanno parte del sistema?”

Le banche tornano a fare quello che hanno sempre fatto davvero bene: quello di cassaforte del denaro che noi affidiamo loro. Semplice.

domanda: “Ok, quali sono quindi i concetti sui quali si basa il sistema?”

Ci si basa sul concetto di conoscenza e storia, e sul concetto che un prestito è sempre relativo ad un progetto, ad un tema. Sia per il singolo che per l’impresa che ha bisogno di denaro. Ci sono tre motori interni di scoring, che pesano in vari modi le informazioni sulle esperienze passate delle persone che usano il sisitema. Lo scopo è sempre avvicinare persone che abbiano interessi affini, e relative esperienze, in modo da facilitare l’instaurarsi di una relazione di fiducia tra le parti.

domanda: “Come si puo’ fare per capire davvero come funziona? Soprattutto senza rischiare soldi, ovviamente.”

E’ stata inserita nel sito una sezione particolare, detta “Palestra”, un vero e proprio ambiente di simulazione, in cui vestire i panni di investitore o di richiedente, per entrare nel meccanismo, capirne il funzionamento, e vedere “cosa succede se…”, esercizio fondamentale per la valutazione di un prodotto di questo tipo.
Vorremmo che in molti usassero la palestra, non per – come usa in questi casi – accumulare contatti, ma per riceverne invece commenti, quesiti suggerimenti. E sopratutto critiche.

Visto che Metafora odia il markentese e vuole arrivare subito al sodo, la pagina di arrivo del banner non è la classica introduzione trita e ritrita del progetto. Il sito è a disposizione per essere letto, ed è questo il suo scopo in effetti, quindi noi non aggiungiamo nulla a quello che già esiste. Diciamo che per fidarsi davvero, ci vorrebbero nomi e facce ben chiari dietro ad un sito, soprattutto in questi contesti, mentre per quanto riguarda la palestra, il primo luogo dove iniziare ad approfondire il funzionamento reale di Prestiamoci, ci sembra che manchi della possibilità di inserire un commento ed un feedback, o domande dirette sulla questione.

Diamo ovviamente spazio ai commenti sottostanti per inserire tutto quello che vi puo’ passare per la testa riguardo a Prestiamoci ed al suo modello di social lending.

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3 repliche a “Prestiamoci il denaro tra persone, ridando il giusto ruolo alla nostra umanità”

  1. Web Marketing » Blog Archive » Metafora: pubblicità oltre il banner dice:

    [...] con ulteriore rimando al sito dell’inserzionista ad es. per Prestiamoci [http://www.metafora.it/blog/endorsement/prestiamoci-il-denaro-tra-persone-ridando-il-giusto-ruolo-al...] [...]

  2. Un’altra pubblicità è possibile? Enricoalletto.it entra in Metafora AD Network : Linea di confine: il blog di Enrico Alletto dice:

    [...] 2. molta attenzione nella scelta degli inserzionisti, come nel caso di una delle campagne in corso: Prestiamoci il denaro tra persone, ridando il giusto ruolo alla nostra umanità [...]

  3. Economia ed Open Data al VeneziaCamp 2010, ospite di Ecosistema 2.0 : Casual.info.in.a.bottle dice:

    [...] gestione del proprio lavoro. Si pensi a realtà come Prestiamoci, che conosco bene grazie anche al legame tra Metafora e Prestiamoci nella loro prima fase di vita, oppure alle discussioni emerse nella mattinata alla volontà di avere finanziamenti per progetti [...]

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