ADVCamp 2008: Metafora esce alla luce del sole. Pioveva.
17 settembre 2008, ore 12:51
Prima uscita ufficiale della realtà di Metafora AD Network: l’occasione è stata il primo barcamp italiano sul mondo dell’advertising online, l’ADVCamp, all’interno dell’evento più grande della Blogfest di Riva del Garda.
Siamo usciti alla luce del sole, ma pioveva come poche cose al mondo, anche parte della giornata di domenica.
Gli organizzatori, tra cui Nicola Mattina e molti altri, sono stati davvero stoici nel lottare contro il maltempo e nello spostare gli eventi dalle piazze al Palazzo Congressi: un ringraziamento per l’impegno è doveroso.
Noi di Metafora, abbastanza in sordina, siamo andati con quattro interventi sui ventiquattro presenti a programma:
I nostri interventi, ripresi da Dolmedia
Gianluca Diegoli e la Teoria del Banner Sociale
Il sottoscritto, Matteo Brunati, con una prima visione generale sul progetto e sulla realtà di Metafora AD Network,
Federico Fasce, aka Kurai, con un intervento sugli Alternate Reality Games e su come questi possano rappresentare le avanguardie di nuove forme di comunicazione pubblicitaria,
ed infine l’istrionico Antonio Tombolini con il lancio sul VRM al posto del CRM, come metodologia nascente per rappresentare davvero l’equilibrio della Rete nel mondo della comunicazione tra chi offre servizi e chi ne fa uso.
Considerazioni varie, tra una goccia e l’altra
Parto dal richiamare quanto ha già scritto correttamente Antonio, nel suo blog:
Di AdvCamp vi segnalo 4cose4 a mio avviso notevoli, tentativi seri di fare i conti con la morte della pubblicità, non per sognare di resuscitarla, ma per prendere atto della realtà e avviare sperimentazioni nella direzione di nuovi linguaggi e nuovi servizi per quanto riguarda la comunicazione tra utenti/compratori e aziende/venditori:
[...]
Metafora.it, si mette in piazza per quello che è: un esperimento di non-pubblicità per sperimentare su se stessi percorsi di innovazione, invece che predicarli soltanto.
[...]
Io ho lanciato in realtà una provocazione, simbolica forse e non abbastanza esplicitata, nel comunicare che Metafora gioca ed è in grado di creare elementi, idee e modi nuovi di porsi nel rapporto tra aziende e consumatori. Anzi, questo è proprio uno dei suoi obiettivi.
Questi gli elementi alla base del mio intervento:
- appuntare molti aspetti del progetto, sia legati all’ oggi che al domani, su schizzi digitali grazie all’Iliad, il lettore e-ink
- mettere tutto su Flickr, nel nostro account di gruppo
- aggiungere descrizioni e note per contestualizzare ogni immagine, o quelle meno autoesplicative
In questo modo si aumenta la capacità di interazione possibile e la possibilità di co-creare contenuti ed idee con chi passava di là, sia fosse stato in platea sia fosse stato online in altri momenti. Il tutto presentandolo tramite un plugin per il browser Firefox, che facilita la bellezza di visione delle immagini su Flickr: Piclens.
Potete trovare il tutto nel set Appunti e Visione del nostro account collettivo.
La mia sensazione nel sentire le domande e le considerazioni trasversali ad alcuni interventi è che ci sia stato uno scontro tra dinosauri e meteore. Ma in silenzio, tutto sommato.
Tutti a dire che sono pronti a conversare, chi interpretando correttamente l’equilibrio della Rete, chi sfruttando cose prevedibili, come i social network.
Molti cercavano modi per creare automatismi, motori alla Google Adwords per dare il potere sempre a lato dell’inserzionista. O sempre comunque a disposizione dell’inserzionista.
E qui, ho colto la difficoltà nel comunicare questa nostra realtà, in modi sempre più chiari e sempre più forti, anche ai dinosauri. Che ovviamente, non stanno certo ad ascoltare.
Metafora non è un nuovo modo di aumentare il rumore, l’immersività nel mondo del brand nudo e crudo.
E’ una modalità opposta.
Dal CRM direi, al VRM.
Dall’azienda che gestisce il cliente, al cliente che organizza con quali aziende si trova bene, sia come servizio o come direzione intrapresa nel proprio business.
E ne parla, ne crea comunicazione che ha un valore.
Mi è stata fatta una forte critica da un esponente dei grandi intermediari dei classici centri media: i clienti, e quindi gli inserzionisti, chiedono numeri e valori.
La domanda è: ma noi consumatori, cosa chiediamo alla pubblicità e alla comunicazione aziendale?
In Rete e nella comunicazione a tutto tondo, la pubblicità è on demand.
Noi siamo utenti attivi, che ci informiamo, chiaccheriamo e confrontiamo le informazioni in modo collettivo. Non abbiamo sempre e solo bisogno di esperienze progettate dalle agenzie.
A volte abbiamo bisogno di un viso, un altro utente della Rete, che ci parla di un prodotto o di un servizio in cui crede o con il quale si è trovato bene. In un gioco trasparente delle parti.
Non una semplice commistione di pubbliredazionale ai blogger di turno.
E non è detto che sia un sito da milioni di visite: noi siamo la Coda Lunga che si organizza.
E dice la propria.
In questo momento abbiamo già aziende che hanno scelto il nostro progetto, e la nostra visibilità come Network, perchè avevano compreso che noi, semplicemente, vogliamo girare la medaglia.
Velux e la Cartiera Lucchese ne sono due esempi, tra le altre.
Chiudo con una bella nota presa da un altro sito, che ci spiega cos’è Metafora:
Ecco come sarà la pubblicità di domani: on demand.
Non più invasiva e reiterata come uno spot in tv o un volantino sul tram. Ma richiesta dal consumatore, realmente interessato alle novità di questa e quell’altra azienda.
In un mondo migliore la pubblicità, intesa come subliminale operazione di istigazione all’acquisto, non esisterebbe. Non si verificherebbe quindi il paradossale aumento del prezzo del prodotto per coprire i costi del marketing. Ma, si sa, non viviamo in un mondo perfetto.
Ciò in cui possiamo sperare è una nuova pubblicità, richiesta dal consumatore, intesa come operazione di divulgazione delle qualità di un prodotto.
Il contatto consumatore-azienda potrà avvenire in modo del tutto simile a quanto avviene oggi, il banner del futuro sarà molto simile al banner del presente (sorry Gaspar).
Sarà la funzione degli spazi pubblicitari ad essere profondamente diversa. Il tono di voce che gli inserzionisti useranno. Il modo in cui clienti e aziende converseranno. Un dialogo che avrà come argomento la qualità e non la quantità. Un rapporto che cercherà di instaurarsi sulla fiducia e il rispetto.
In questo senso, Metafora AD Network, è già la pubblicità del futuro.
Stiamo solo perfezionando lo strumento.
Post correlati del Network
-> Il mio Blogfest – FoodCamp3 e ADVCamp – Antonio Tombolini
-> Cartolina da Riva – Federico Fasce as Kurai
-> “La pubblicità è morta” e l’AdvCamp a fumetti – Gianluca Diegoli
















17 settembre 2008, 14:33
Non sapevo di essere stato assunto da Vinix.it, almeno stando al titolo che quelli di Dolmedia hanno messo al mio intervento
1 ottobre 2008, 13:54
[...] di Project VRM. L’ho fatto spinto dalla presentazione di Antonio Tombolini allo scorso ADVCamp 2008. Il gruppo si sta costituendo (mi pare ci sia tempo fino al 31 ottobre per iscriversi) e sta [...]
3 ottobre 2008, 15:12
Grazie per la citazione!
4 ottobre 2008, 17:55
[...] appoggia in pieno l’iniziativa di uno dei suoi membri più stimati, Antonio Tombolini, che è stata lanciata durante l’ADVCamp di qualche settimana fa, ed entra ufficialmente nel progetto VRM italiano, lanciato dallo stesso Tombolini qualche giorno [...]
7 ottobre 2008, 13:55
Grazie a te Alessio, per la generosa recensione invece!
Cosa ne pensi delle direzioni che si stanno prendendo?
Son curioso…
7 novembre 2008, 15:52
[...] presentare la visione e l’approccio di Metafora AD Network ad un pubblico fuori dalla Rete, l’ADVCamp per intenderci, ci siamo resi conto che abbiamo alcuni aspetti da portare avanti assieme, che abbiamo due facce, [...]
26 novembre 2008, 12:54
[...] enfatizzando un altro fatto, una puntualizzazione già fatta anche per l’ADVCamp, come idea e concetto. L’intervento creativo di Marco Camisani Calzolari sull’ Impresa [...]
12 novembre 2009, 22:15
[...] lo strumento in sè il problema, quanto il processo comunicativo ed aziendale assai più ampio, come era emerso un anno fa durante l’ADVCamp a Riva del Garda, dove si diceva che è la comunicazione che va pensata nel suo senso totale e non dividendo la [...]