Metafora.it chiude: forse una Metafora 2.0

Oltre il banner

28 luglio 2008, ore 8:26

Raccolgo un po’ di fili emersi in Rete, degni di attenzione.

Come Antonio Sofi ha giustamente fatto notare nel post precedente, Gianluca Diegoli ha lanciato una provocazione molto forte nei confronti delle modalità della pubblicità online.
Anzi direi della modalità principe della pubblicità in Rete: il banner.
Ha elencato la sua idea di Banner 2.0, se vogliamo vederla così.
-> La teoria del banner sociale

Metafora AD Network, dal canto suo, ha già iniziato un cammino per creare un banner sociale.

Cos’è quel testo sotto il banner, che noi chiamiamo endorsement, se non un inizio di conversazione tra noi e chi è curioso di quello che si sta mostrando?
Un click e andiamo a finire su di un post nel blog di Metafora, dove poter interagire sia con noi che abbiamo scritto quella referenza, sia con l’inserzionista, che può davvero parlare apertamente con chi legge e commenta.

Tutto questo lo si può trovare cliccando la categoria Endorsement, in effetti.

Riprendendo i punti di Gianluca, ad oggi il banner Metafora è:

  • il banner (ma vale anche per Adsense) è forse l’unico elemento del web ancora senza fissa dimora: non ha un permalink, un feed – l’endorsement di Metafora, integrato nel banner come testo veloce al di sotto di esso, ha un feed ed un permalink, e mostra il banner come immagine nel post
  • il banner è geloso – sul fatto che non possa salvare il banner nelle mie reti sociali, riprendo il punto precendente: possiamo farlo salvando l’endorsement, che è un semplice post di un blog, non serve re-inventare qualcosa che funziona
  • il banner è antisociale – rendere pubblico il clickthrough degli utenti. A livello tecnico servono tecnicismi comuni attraverso tutte le reti sociali in Rete. Ci stiamo arrivando a questo. Spunto sul quale riflettere.
  • il banner è anticonversazionale – una sorta di stellina o voto che sia più immediato da identificare rispetto al nostro endorsement. In effetti l’endorsement mostra il pensiero del nostro Network associato al banner, ma non mostra in forma breve l’appoggio o meno dell’utenza che lo visiona. Non mostra quello che ne pensa l’intelligenza collettiva che è l’insieme di tutti noi che navighiamo in Rete. Un aspetto sul quale lavorare.
  • i banner fanno solo battute da ba(nne)r e non riescono mai a essere interessanti davvero. – credo dipenda dallo spazio esiguo, probabilmente. Con l’endorsement, sia esso sotto forma di breve testo sotto il banner, sia il vero e proprio post nel nostro blog, cerchiamo di completare e rispondere a queste limitazioni comunicative. Si fornisce anche un livello di approfondimento altrimenti impensabile per il solo banner.

Insomma, il banner 2.0 è lo strumento maturo che risponde al principio de “I mercati sono conversazioni.”

Questo è anche quello che fa emergere Antonio Tombolini, citando un banner della Ryan Air, innovativo a suo modo.

Questa è comunicazione aziendale, questo è un abbozzo di possibile conversazione. L’azienda scende sul terreno della comunicazione quotidiana, interpersonale, al livello dei fatti della vita, e interloquisce alla pari. E il tutto senza fingere di essere altro che non un’azienda che pensa a vendere i suoi prodotti (questo è il punto chiave!), e dunque pienamente comunicazione aziendale.

Ritornando al post di Gianluca, che viene chiuso con la domanda: ma e le metriche nel banner sociale cosa diventano?

PS: naturalmente si dovrebbero poi spostare le metriche dalle # view/click al ‘# add/follow/share/reply/comment..’.

A livello di metriche, quanto importante è sapere che la presenza in Rete dell’endorsement di una singola campagna su Metafora, rimane nel tempo e nella Memoria della Rete stessa, e non si esaurisce semplicemente con la fine della campagna e della visibilità del banner?

Il post, l’endorsement presente nel blog di Metafora, mica sparisce con il finire della campagna.Questo perchè la Rete ne permette la distribuzione e il mantenimento a costi zero, a differenza degli altri media tradizionali.
Iniziamo a sfruttare le possibilità che ci sono date a disposizione.

In momenti in cui anche le metriche più famose sono in crisi ed in evoluzione, e dove molti ne iniziano a discutere, è importante testare nuove strade.

Alle aziende tradizionali le conversazioni online possono sembrare confuse. Ma ci stiamo organizzando più rapidamente di loro. Abbiamo strumenti migliori, più idee nuove, nessuna regola che ci rallenti.
Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare.

Chiudo con un commento di Andrea Cappello, che fa sempre parte di Metafora, che dice:

[...] noi di Metafora stiamo lavorando non solo per creare un network su cui fare pubblicità, ma stiamo cercando anche di migliorare il processo di comunicazione pubblicitario. Il che significa che la pubblicità funziona, ma anche se funzione non vuol dire che ci piaccia così come oggi la intendono la maggior parte degli advertisor, che come noto anche dai commenti in questo post, considerano ancora troppo l’utente un puro obbiettivo di mercato su cui fare analisi economiche e non una persona umana.

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3 repliche a “Oltre il banner”

  1. E se il banner diventasse una conversazione? at Internet PR - Il dialogo in rete tra aziende e consumatori dice:

    [...] Avevo dimenticato l’esperimento italiano di Metafora (peraltro portato avanti dal mio editore): lo trovate [...]

  2. Metafora AD Network » Blog Archive » Metafora come portfolio di reputazione dice:

    [...] nell’andare oltre il banner, ci aggiunge anche una dose di sano passaparola, di sana esperienza di persone nella comunicazione [...]

  3. Metafora AD Network » Blog Archive » Cosa stiamo facendo: realtà e progetto dice:

    [...] come diceva Antonio diversi giorni dopo: progetto che sta portando avanti alcuni aspetti del banner sociale, e il consolidamento dell’approccio nel nuovo rapporto tra aziende e consumatori nel VRM. E [...]

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