14 Settembre 2009 - metà 2010 Da Metafora AD Network a Metafora seguici su FriendFeed

Si parla di cost per influence

5 aprile 2009, ore 22:14

Riprendiamo la serie “Dicono di noi“, citando un’interessante intervista fatta a Metafora AD Network che fa emergere maggiormente il “cost per influence“. Altro termine tecnico, altra buffonata si potrebbe pensare. Forse si, ma forse anche no. Noi crediamo sia una sintesi di un percorso, di un viaggio che stiamo documentando per andare davvero oltre al banner. E non certo solo a livello tecnologico, ma di contesto del messaggio pubblicitario ,in un mondo di pari e di regole nuove quale è quello della Rete. Lasciamo ai lettori e a chi ci segue percepire il significato di quello che stiamo facendo.

Questa l’intervista:
-> Metafora: pubblicità oltre il banner

Metafora è un nuovo (almeno in Italia) concetto di agenzia pubblicitaria online introducendo il concetto di “cost-per-influence”.

“Costo per influenzare” in senso etico (quasi un ossimoro): che viene spiegato dalla referenza che i siti appartenenti al network di Metafora riescono a dare all’inserzionista. Per far parte di questo circuito pubblicitario, infatti, bisogna avere come requisito (tra altri, s’intenda, ben visibili a http://www.metafora.it/regolamento/) quello di un ottimo posizionamento organico sui motori di ricerca, esplicitato in un PageRank pari o superiore a 5 (che significa ottima qualità secondo Google) ed un periodo di attività di almeno 6 mesi.

Ed essere linkati da un sito di alta qualità significa avere di riflesso una più alta considerazione da parte di Google, quindi elevare il proprio posizionamento naturale.
Google, poi, non dovrebbe prendersela “a male” perché il tutto è esplicito e Metafora, oltre tutto, si pregia di scegliere gli inserzionisti tra aziende “referenziate” secondo “criteri elevati di qualità ed etica imprenditoriale”: stabilisce quindi un rapporto diretto con gli inserzionisti e solo così, poi, decide di “metterci la faccia”.

Dei punti emersi nel corso dell’intervista, aggiungo un paio di annotazioni a corredo:

  • è importante enfatizzare il concetto di banner + referenza, che associa qualcosa che ha sempre avuto un preciso valore temporale ( la campagna marketing di visibilità ) a qualcosa che è di recente comparsa come il search marketing o il blog marketing, caratterizzati da un carattere di permanenza nel tempo. Una maggiore consapevolezza nelle potenzialità del mezzo Internet e delle sue caratteristiche di mettere in relazione le persone allo stesso modo forse. Quale mezzo in effetti permette la conservazione e la trasmissione delle informazioni a costo quasi zero? Sfruttiamone appieno le possibilità, a questo punto.
  • la questione dei numeri e del ROI delle campagne: il fatto che vengano associati a Metafora sia un valore di visibilità sia un valore di permanenza in Rete ne rende il ROI reale, ma allo stesso tempo di difficile sintesi per l’inserzionista medio. La questione che la pubblicità e il suo rendimento non siano mai stati perfettamente calcolabili nel mondo dei mass-media è una faccenda di comunicazione, non tanto di mezzo forse. In Rete si hanno più parametri e forse più controllo, ma è un controllo solo effimero dati i grandi numeri in gioco. Si pensi alle comunicazioni sull’andamento della Borsa che abbiamo quotidianamente: e a livello quinquennale o trentennale? Quanto influisce il dato singolo piuttosto che un suo andamento su maggiore scala temporale sulle decisioni dei singoli?
    Si ha maggiore controllo nel dato singolo, nel dato assai particolare, ma l’insieme invece? Come rappresentarlo? E conta tutto questo dettaglio, e a che livello?
    Forse occorre prendere in considerazione anche altro, oltre al totale controllo dei numeri dietro ai click, o alle impressions. La relazione e la fiducia come possono essere calcolati? Ha senso calcolarli?
  • il VRM è la direzione futura e il contesto in cui si sta muovendo Metafora, così come sta prendendo sempre maggiore consapevolezza della sua dimensione nel marketing del futuro, il societing.

Essere messi sotto la lente anche da altri attori del settore è comunque un fatto interessante: il confronto con le idee altrui permette di essere ridefiniti continuamente, e nel medesimo istante di essere rimessi in gioco nelle proprie direzioni, e relative convinzioni. L’influence che si riprende in questa intervista non è solo quella che si puo’ considerare abbiano i vari siti del Network rispetto ai propri lettori. E’ anche quella nuova dimensione di influenzare in modo aperto e trasparente anche l’inserzionista, non abituato ancora del tutto ad avere un rapporto così tra pari anche con gli intermediari con cui entra in contatto. Che possono dire la loro anche sul messaggio da veicolare, e sul suo reale valore.

Conversare ed essere parte di un relazione è più impegnativo per le parti in gioco, quando tutte le parti possono dire la loro in egual misura. Ma è il cambiamento che possiamo pretendere di questi tempi.

Siamo sempre qui per rispondere a qualsiasi dubbio possa venire, o perplessità o critica.

Nei prossimi mesi chiariremo in forme sempre più chiare e snelle quello che a partire dal banner Metafora sta costruendo.

Andare oltre al banner non è solo una questione di tecnologia, anzi.
E’ una questione di contesto, di rispetto e di relazione: tutti elementi che vanno ben oltre la sfera tecnologica.

Relazione oltre al banner

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2 repliche a “Si parla di cost per influence”

  1. gluca dice:

    “Ed essere linkati da un sito di alta qualità significa avere di riflesso una più alta considerazione da parte di Google, quindi elevare il proprio posizionamento naturale.”

    I banner metafora non influiscono sul PR. Se lo facessero sarebbero contro le guidelines di Google…
    O volevi dire altro?

  2. matteo brunati dice:

    Ciao Gianluca,
    in effetti non hai tutti i torti, potrebbe non essere chiaro il soggetto. Quelle sono considerazioni fatte da Marco Marelli, io le ho riprese come inizio dell’intervista.
    Credo si riferisse all’endorsement quando parla del valore di PR.

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