14 Settembre 2009 - metà 2010 Da Metafora AD Network a Metafora seguici su FriendFeed

Si parla di cost per influence

5 aprile 2009, ore 22:14

Riprendiamo la serie “Dicono di noi“, citando un’interessante intervista fatta a Metafora AD Network che fa emergere maggiormente il “cost per influence“. Altro termine tecnico, altra buffonata si potrebbe pensare. Forse si, ma forse anche no. Noi crediamo sia una sintesi di un percorso, di un viaggio che stiamo documentando per andare davvero oltre al banner. E non certo solo a livello tecnologico, ma di contesto del messaggio pubblicitario ,in un mondo di pari e di regole nuove quale è quello della Rete. Lasciamo ai lettori e a chi ci segue percepire il significato di quello che stiamo facendo.

Questa l’intervista:
-> Metafora: pubblicità oltre il banner

Metafora è un nuovo (almeno in Italia) concetto di agenzia pubblicitaria online introducendo il concetto di “cost-per-influence”.

“Costo per influenzare” in senso etico (quasi un ossimoro): che viene spiegato dalla referenza che i siti appartenenti al network di Metafora riescono a dare all’inserzionista. Per far parte di questo circuito pubblicitario, infatti, bisogna avere come requisito (tra altri, s’intenda, ben visibili a http://www.metafora.it/regolamento/) quello di un ottimo posizionamento organico sui motori di ricerca, esplicitato in un PageRank pari o superiore a 5 (che significa ottima qualità secondo Google) ed un periodo di attività di almeno 6 mesi.

Ed essere linkati da un sito di alta qualità significa avere di riflesso una più alta considerazione da parte di Google, quindi elevare il proprio posizionamento naturale.
Google, poi, non dovrebbe prendersela “a male” perché il tutto è esplicito e Metafora, oltre tutto, si pregia di scegliere gli inserzionisti tra aziende “referenziate” secondo “criteri elevati di qualità ed etica imprenditoriale”: stabilisce quindi un rapporto diretto con gli inserzionisti e solo così, poi, decide di “metterci la faccia”.

Dei punti emersi nel corso dell’intervista, aggiungo un paio di annotazioni a corredo:

  • è importante enfatizzare il concetto di banner + referenza, che associa qualcosa che ha sempre avuto un preciso valore temporale ( la campagna marketing di visibilità ) a qualcosa che è di recente comparsa come il search marketing o il blog marketing, caratterizzati da un carattere di permanenza nel tempo. Una maggiore consapevolezza nelle potenzialità del mezzo Internet e delle sue caratteristiche di mettere in relazione le persone allo stesso modo forse. Quale mezzo in effetti permette la conservazione e la trasmissione delle informazioni a costo quasi zero? Sfruttiamone appieno le possibilità, a questo punto.
  • la questione dei numeri e del ROI delle campagne: il fatto che vengano associati a Metafora sia un valore di visibilità sia un valore di permanenza in Rete ne rende il ROI reale, ma allo stesso tempo di difficile sintesi per l’inserzionista medio. La questione che la pubblicità e il suo rendimento non siano mai stati perfettamente calcolabili nel mondo dei mass-media è una faccenda di comunicazione, non tanto di mezzo forse. In Rete si hanno più parametri e forse più controllo, ma è un controllo solo effimero dati i grandi numeri in gioco. Si pensi alle comunicazioni sull’andamento della Borsa che abbiamo quotidianamente: e a livello quinquennale o trentennale? Quanto influisce il dato singolo piuttosto che un suo andamento su maggiore scala temporale sulle decisioni dei singoli?
    Si ha maggiore controllo nel dato singolo, nel dato assai particolare, ma l’insieme invece? Come rappresentarlo? E conta tutto questo dettaglio, e a che livello?
    Forse occorre prendere in considerazione anche altro, oltre al totale controllo dei numeri dietro ai click, o alle impressions. La relazione e la fiducia come possono essere calcolati? Ha senso calcolarli?
  • il VRM è la direzione futura e il contesto in cui si sta muovendo Metafora, così come sta prendendo sempre maggiore consapevolezza della sua dimensione nel marketing del futuro, il societing.

Essere messi sotto la lente anche da altri attori del settore è comunque un fatto interessante: il confronto con le idee altrui permette di essere ridefiniti continuamente, e nel medesimo istante di essere rimessi in gioco nelle proprie direzioni, e relative convinzioni. L’influence che si riprende in questa intervista non è solo quella che si puo’ considerare abbiano i vari siti del Network rispetto ai propri lettori. E’ anche quella nuova dimensione di influenzare in modo aperto e trasparente anche l’inserzionista, non abituato ancora del tutto ad avere un rapporto così tra pari anche con gli intermediari con cui entra in contatto. Che possono dire la loro anche sul messaggio da veicolare, e sul suo reale valore.

Conversare ed essere parte di un relazione è più impegnativo per le parti in gioco, quando tutte le parti possono dire la loro in egual misura. Ma è il cambiamento che possiamo pretendere di questi tempi.

Siamo sempre qui per rispondere a qualsiasi dubbio possa venire, o perplessità o critica.

Nei prossimi mesi chiariremo in forme sempre più chiare e snelle quello che a partire dal banner Metafora sta costruendo.

Andare oltre al banner non è solo una questione di tecnologia, anzi.
E’ una questione di contesto, di rispetto e di relazione: tutti elementi che vanno ben oltre la sfera tecnologica.

Relazione oltre al banner

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Nuovo banner verticale: Microformat AD

16 novembre 2008, ore 8:35

Ufficializziamo in questi giorni un nuovo formato per il banner verticale che accettiamo in Metafora AD Network: si passa dal 120×240 al 125×125 pixel, piccolo e poco invasivo. E non solo.

Microformat banner

Nel medesimo istante rafforziamo il concetto di banner + endorsement, banner + referenza: o anche Microformat AD.
Il banner non animato che non urla per comunicare la pura visibilità dell’inserzionista nel rispetto del lettore, e la referenza per creare relazione e luogo di discussione, di conversazione tra i lettori ed il brand.

Avere una relazione con il brand significa andare oltre l’idea stessa di campagne di visibilità.
Significa capire che uno dei vantaggi dati dalla Rete è che il costo della distribuzione delle informazioni è pari a zero: si puo’ avere memoria delle cose che un’azienda fa e dice, e si puo’ rendere trovabile quello che consumatori attenti pensano di lei: significa costruire reputazione, fiducia. Con il rispetto delle parti.

Non è una mera questione di tecnologia: è una questione di Reti tra Persone.
Una dimensione che ha sempre più importanza nell’economia della conoscenza, nell’economia dei beni immateriali, nell’economia dell’ Attenzione, dove ha importanza il legame continuativo con il proprio pubblico, e non più il semplice numero di spettatori. Le impressions, per capirci, vengono ridimensionate.

Non per nulla si parla tanto di advertising nei Social Network.
Non è più importante solo la tiratura, i milioni di pagine viste al giorno o al mese.
Nelle nicchie della blogosfera ci sono gli Influencer, c’è un pubblico attento a quello che legge e a chi o a cosa propone. L’Attenzione verso i banner per questo pubblico diventa questione di FIDUCIA.
Che va al di là del particolare sito, al di là del Social Network di successo di turno, perchè ci si fida della Persona dietro al profilo, dietro al sito e dietro alla webzine che si sta leggendo.

Questa trasparenza e questo valore aggiunto è insito nei siti del Network: siti che hanno un pubblico piccolo magari, ma assai mirato e che si fida del tenutario del sito che sta leggendo.
Ed in nome di questa fiducia, i banner che stiamo completando non sono solo banner.
Diventano portatori di informazioni utili, e facilmente aggregabili.

I banner di Metafora AD Network hanno qualcosa in più del solito.
Qualche spunto lo si puo’ trovare in questa considerazione su Metafora AD Network presente in Linkedin Answers:

Microformat ADs: something like image banner but not over i.e. 150×50px. Actually the image microformats are offered only by high qualitative ad network (such as metafora ad network in italy) and so only for high-quality websites, not for the masses.

Per questo quando si parla di Metafora AD Network si parla di: Blog marketing, coda lunga dell’ advertising online, e rispetto tra le parti.
Oltre il banner
, oltre il social banner.
Si parla di Semantic Social Banner.

Ma di questo parleremo in modo più approfondito nei prossimi giorni.

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Blog marketing: si cita Metafora AD Network

5 novembre 2008, ore 22:06

La settimana scorsa è uscito su Repubblica, anzi, nell’inserto D – La Repubblica delle donne, un articolo dal titolo “Blog marketing”: nella seconda pagina dell’articolo si cita Metafora, nel box in alto a destra:

Da segnalare l’impostazione interessante di “social advertising” portata avanti dal network di blog Metafora.it: qui la pubblicità ha un valore etico, infatti nello spazio dedicato ai banner svetta la scritta:”Questo spazio te lo devi meritare”.
L’advertising viene selezionato in funzione della qualità e delle caratteristiche del brand, e sotto ogni inserzione viene spiegato il motivo per cui si ritiene che l’annuncio meriti attenzione.

Metafora AD Network citato su Repubblica

Per leggere agevolmente l’articolo, il settimanale si puo’ trovare anche via Web a questo indirizzo:
-> D – La repubblica delle donne
Basta selezionare il numero 621, dalla pagina 58 alla 61.

L’inchiesta prende in esame l’annosa questione della trasparenza e della presenza della pubblicità nel mondo della blogosfera, citando esempi delle varie possibilità di relazione tra le parti. Si parla della blogosfera dicendo:

I numeri questo mondo sono davvero elevati: secondo una ricerca di Universal McCann, sarebbero 3,4 milioni i blogger nel nostro Paese, di cui 1,2 fornisce un’opinione su brand e prodotti. Si stimano in 8 milioni gli italiani che leggono blog. Ma sorprendente è l’influenza esercitata: 3,3 milioni di utenti si fidano delle opinioni lette su prodotti e servizi.

Una ricerca di cui si è parlato in Rete, prendo un link tra i tanti:
-> McCann: 3,4 M di blog, ma quanti blogger ?

Dopo alcuni modelli di riferimento citati dal mondo statunitense, si portano due esempi italiani: il modello del nano-publishing di blogo e affini, e del social advertising, cioè noi. Metafora AD Network come caso italiano di eccellenza, unico nel suo genere. E lo si inserisce quindi nel blog marketing.

Non vedo problemi nel far entrare la pubblicità nei blog, ma occorre adattarla al contesto, trasformarla in conversazione. Farla post. Ed essere trasparenti nel farlo, nulla più, nulla meno.
Il passaparola che facciamo tutti i giorni a voce, quando si riportano esperienze positive avute con aziende e servizi di vario genere, non ha mai indignato nessuno, mi sembra. Quando invece si avvicina il termine pubblicità ai blog, il mondo della blogosfera sembra indignarsi.

Ma Metafora non è altro che una delle possibilità nel dare struttura ed aggregazione ad un marketing tra pari, anzi dal lato del consumatore, nel mondo e nel contesto dei blog, e dei siti che si riconoscono in questo nuovo equilibrio, che si riconoscono in alcuni valori affini. Perchè se si rimane da soli, si rimane frammentati e si fatica ad emergere, anche quando si dicono cose utili: noi abbiamo trovato un modo di fare gruppo.
Abbiamo fatto Network.

Noi, semplicemente e senza urlare, poniamo dei paletti chiari al passaparola dei nostri aderenti. Diamo voce ad un passaparola organizzato, oggi con un banner ed una referenza ben esplicitata, l’endorsement. Domani magari anche in altre forme.
Ma è la visione, il punto di vista e l’approccio che non cambieranno nel tempo.

Siamo di parte a priori, la commistione viene dichiarata ed esplicitata dagli aderenti fin dall’inizio. Il passaparola di cose utili, di cose che hanno valore.
Crediamo in una pubblicità che non può che diventare conversazione.
Anzi, deve diventare comunicazione.

Nei giorni in cui c’è lo IAB Forum, citiamo queste parole di Layla Pavone, presidente Iab Italia e managing director Isobar Communications, tratte da uno dei post del blog ufficiale :

Le logiche di marketing e di comunicazione di oggi devono tener conto di una platea di consumatori che sono online più di quanto fruiscano gli altri mezzi e usano la rete in maniera totale, immersiva, cercando relazioni con i brand.

Relazione con i brand. Faccia a faccia.
Gli aderenti a Metafora AD Network hanno da tempo detto la loro al riguardo.

Cosa ci distingue come progetto

E sembra che ci siano segnali positivi anche nelle aree più impensate.

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Prima uscita ufficiale della realtà di Metafora AD Network: l’occasione è stata il primo barcamp italiano sul mondo dell’advertising online, l’ADVCamp, all’interno dell’evento più grande della Blogfest di Riva del Garda.
Siamo usciti alla luce del sole, ma pioveva come poche cose al mondo, anche parte della giornata di domenica.

Gli organizzatori, tra cui Nicola Mattina e molti altri, sono stati davvero stoici nel lottare contro il maltempo e nello spostare gli eventi dalle piazze al Palazzo Congressi: un ringraziamento per l’impegno è doveroso.

Noi di Metafora, abbastanza in sordina, siamo andati con quattro interventi sui ventiquattro presenti a programma:

I nostri interventi, ripresi da Dolmedia


Gianluca Diegoli e la Teoria del Banner Sociale


Il sottoscritto, Matteo Brunati, con una prima visione generale sul progetto e sulla realtà di Metafora AD Network,


Federico Fasce, aka Kurai, con un intervento sugli Alternate Reality Games e su come questi possano rappresentare le avanguardie di nuove forme di comunicazione pubblicitaria,


ed infine l’istrionico Antonio Tombolini con il lancio sul VRM al posto del CRM, come metodologia nascente per rappresentare davvero l’equilibrio della Rete nel mondo della comunicazione tra chi offre servizi e chi ne fa uso.

Considerazioni varie, tra una goccia e l’altra

Parto dal richiamare quanto ha già scritto correttamente Antonio, nel suo blog:

Di AdvCamp vi segnalo 4cose4 a mio avviso notevoli, tentativi seri di fare i conti con la morte della pubblicità, non per sognare di resuscitarla, ma per prendere atto della realtà e avviare sperimentazioni nella direzione di nuovi linguaggi e nuovi servizi per quanto riguarda la comunicazione tra utenti/compratori e aziende/venditori:
[...]
Metafora.it, si mette in piazza per quello che è: un esperimento di non-pubblicità per sperimentare su se stessi percorsi di innovazione, invece che predicarli soltanto.
[...]

Io ho lanciato in realtà una provocazione, simbolica forse e non abbastanza esplicitata, nel comunicare che Metafora gioca ed è in grado di creare elementi, idee e modi nuovi di porsi nel rapporto tra aziende e consumatori. Anzi, questo è proprio uno dei suoi obiettivi.

Presentazione della realtà di Metafora AD Network in forma creativa: via Flickr e plugin Firefox PicLens

Questi gli elementi alla base del mio intervento:

  • appuntare molti aspetti del progetto, sia legati all’ oggi che al domani, su schizzi digitali grazie all’Iliad, il lettore e-ink
  • mettere tutto su Flickr, nel nostro account di gruppo
  • aggiungere descrizioni e note per contestualizzare ogni immagine, o quelle meno autoesplicative

In questo modo si aumenta la capacità di interazione possibile e la possibilità di co-creare contenuti ed idee con chi passava di là, sia fosse stato in platea sia fosse stato online in altri momenti. Il tutto presentandolo tramite un plugin per il browser Firefox, che facilita la bellezza di visione delle immagini su Flickr: Piclens.
Potete trovare il tutto nel set Appunti e Visione del nostro account collettivo.

La mia sensazione nel sentire le domande e le considerazioni trasversali ad alcuni interventi è che ci sia stato uno scontro tra dinosauri e meteore. Ma in silenzio, tutto sommato.
Tutti a dire che sono pronti a conversare, chi interpretando correttamente l’equilibrio della Rete, chi sfruttando cose prevedibili, come i social network.

Molti cercavano modi per creare automatismi, motori alla Google Adwords per dare il potere sempre a lato dell’inserzionista. O sempre comunque a disposizione dell’inserzionista.
E qui, ho colto la difficoltà nel comunicare questa nostra realtà, in modi sempre più chiari e sempre più forti, anche ai dinosauri. Che ovviamente, non stanno certo ad ascoltare.

Metafora non è un nuovo modo di aumentare il rumore, l’immersività nel mondo del brand nudo e crudo.
E’ una modalità opposta.

Dal CRM direi, al VRM.
Dall’azienda che gestisce il cliente, al cliente che organizza con quali aziende si trova bene, sia come servizio o come direzione intrapresa nel proprio business.
E ne parla, ne crea comunicazione che ha un valore.

Mi è stata fatta una forte critica da un esponente dei grandi intermediari dei classici centri media: i clienti, e quindi gli inserzionisti, chiedono numeri e valori.
La domanda è: ma noi consumatori, cosa chiediamo alla pubblicità e alla comunicazione aziendale?

In Rete e nella comunicazione a tutto tondo, la pubblicità è on demand.
Noi siamo utenti attivi, che ci informiamo, chiaccheriamo e confrontiamo le informazioni in modo collettivo. Non abbiamo sempre e solo bisogno di esperienze progettate dalle agenzie.
A volte abbiamo bisogno di un viso, un altro utente della Rete, che ci parla di un prodotto o di un servizio in cui crede o con il quale si è trovato bene. In un gioco trasparente delle parti.
Non una semplice commistione di pubbliredazionale ai blogger di turno.
E non è detto che sia un sito da milioni di visite: noi siamo la Coda Lunga che si organizza.
E dice la propria.

In questo momento abbiamo già aziende che hanno scelto il nostro progetto, e la nostra visibilità come Network, perchè avevano compreso che noi, semplicemente, vogliamo girare la medaglia.
Velux e la Cartiera Lucchese ne sono due esempi, tra le altre.

Chiudo con una bella nota presa da un altro sito, che ci spiega cos’è Metafora:

Ecco come sarà la pubblicità di domani: on demand.

Non più invasiva e reiterata come uno spot in tv o un volantino sul tram. Ma richiesta dal consumatore, realmente interessato alle novità di questa e quell’altra azienda.

In un mondo migliore la pubblicità, intesa come subliminale operazione di istigazione all’acquisto, non esisterebbe. Non si verificherebbe quindi il paradossale aumento del prezzo del prodotto per coprire i costi del marketing. Ma, si sa, non viviamo in un mondo perfetto.

Ciò in cui possiamo sperare è una nuova pubblicità, richiesta dal consumatore, intesa come operazione di divulgazione delle qualità di un prodotto.

Il contatto consumatore-azienda potrà avvenire in modo del tutto simile a quanto avviene oggi, il banner del futuro sarà molto simile al banner del presente (sorry Gaspar).

Sarà la funzione degli spazi pubblicitari ad essere profondamente diversa. Il tono di voce che gli inserzionisti useranno. Il modo in cui clienti e aziende converseranno. Un dialogo che avrà come argomento la qualità e non la quantità. Un rapporto che cercherà di instaurarsi sulla fiducia e il rispetto.

In questo senso, Metafora AD Network, è già la pubblicità del futuro.

Stiamo solo perfezionando lo strumento.

Post correlati del Network

-> Il mio Blogfest – FoodCamp3 e ADVCamp – Antonio Tombolini
-> Cartolina da Riva – Federico Fasce as Kurai
-> “La pubblicità è morta” e l’AdvCamp a fumetti – Gianluca Diegoli

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Pochi giorni all’ADVCamp 2008

11 settembre 2008, ore 11:32

Manca poco ormai a domenica, e quindi all’ADVCamp, dove la nostra presenza sarà numerosa: oltre a me, ci saranno Sergio Maistrello, Antonio Tombolini e Gianluca Diegoli, e Federico Fasce per chiudere il cerchio.

La partecipazione è davvero alta all’evento, in Rete ci hanno già citato in merito ad uno degli aspetti che, come gruppo eclettico di lavoro, oltre che intermediario di non pubblicità, stiamo portando avanti assieme: la teoria del banner sociale, sulla quale Gianluca Diegoli farà un intervento dedicato.

In Rete già emergono degli spunti di dibattito: tra il progetto FoolDNS e il nostro vengono visti i punti di contatto e le affinità nella volontà di ridare un equilibrio comunicativo alla pubblicità.
Ne parleremo meglio domenica, ne riprendo solo qualche spunto:

Il progetto Metafora è il primo, almeno di mia conoscenza, che si è posto il problema dell’invasività dei banner e dell’etica alla base della pubblicità sui siti, un bello sforzo per provare a fare qualcosa di diverso e migliore.

Ed anche, via Kawakumi:

Personalmente sono più vicino alle posizioni di Metafora AD Network che, piuttosto che eliminare la pubblicità tabellare, si sforza nella ricerca di una soluzione per la gestione della pubblicità sui siti del network che contribuisca a sostenere i costi dei progetti online in modo etico e soddisfacente per chi scrive, per chi investe e per chi legge.

E’ interessante vedere cosa di questo progetto e di questa nostra realtà di advertising online venga enfatizzato all’esterno.

Nell’attesa ho aggiunto un pò di note prese con l’Iliad durante un incontro di confronto tra di noi da Apogeo nel nostro account Flickr: sono spunti e schemi che possono risultare utili per capire sempre più il nostro viaggio.

Appunti sulla vision di Metafora

E la conversazione che vogliamo innescare su temi quanto mai attuali, ed importanti.

Nel frattempo se ci sono punti oscuri, dubbi o particolari cose che vorreste siano messe meglio a fuoco riguardo a Metafora, scriveteci pure un commento o un appunto.

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Oltre il banner

28 luglio 2008, ore 8:26

Raccolgo un po’ di fili emersi in Rete, degni di attenzione.

Come Antonio Sofi ha giustamente fatto notare nel post precedente, Gianluca Diegoli ha lanciato una provocazione molto forte nei confronti delle modalità della pubblicità online.
Anzi direi della modalità principe della pubblicità in Rete: il banner.
Ha elencato la sua idea di Banner 2.0, se vogliamo vederla così.
-> La teoria del banner sociale

Metafora AD Network, dal canto suo, ha già iniziato un cammino per creare un banner sociale.

Cos’è quel testo sotto il banner, che noi chiamiamo endorsement, se non un inizio di conversazione tra noi e chi è curioso di quello che si sta mostrando?
Un click e andiamo a finire su di un post nel blog di Metafora, dove poter interagire sia con noi che abbiamo scritto quella referenza, sia con l’inserzionista, che può davvero parlare apertamente con chi legge e commenta.

Tutto questo lo si può trovare cliccando la categoria Endorsement, in effetti.

Riprendendo i punti di Gianluca, ad oggi il banner Metafora è:

  • il banner (ma vale anche per Adsense) è forse l’unico elemento del web ancora senza fissa dimora: non ha un permalink, un feed – l’endorsement di Metafora, integrato nel banner come testo veloce al di sotto di esso, ha un feed ed un permalink, e mostra il banner come immagine nel post
  • il banner è geloso – sul fatto che non possa salvare il banner nelle mie reti sociali, riprendo il punto precendente: possiamo farlo salvando l’endorsement, che è un semplice post di un blog, non serve re-inventare qualcosa che funziona
  • il banner è antisociale – rendere pubblico il clickthrough degli utenti. A livello tecnico servono tecnicismi comuni attraverso tutte le reti sociali in Rete. Ci stiamo arrivando a questo. Spunto sul quale riflettere.
  • il banner è anticonversazionale – una sorta di stellina o voto che sia più immediato da identificare rispetto al nostro endorsement. In effetti l’endorsement mostra il pensiero del nostro Network associato al banner, ma non mostra in forma breve l’appoggio o meno dell’utenza che lo visiona. Non mostra quello che ne pensa l’intelligenza collettiva che è l’insieme di tutti noi che navighiamo in Rete. Un aspetto sul quale lavorare.
  • i banner fanno solo battute da ba(nne)r e non riescono mai a essere interessanti davvero. – credo dipenda dallo spazio esiguo, probabilmente. Con l’endorsement, sia esso sotto forma di breve testo sotto il banner, sia il vero e proprio post nel nostro blog, cerchiamo di completare e rispondere a queste limitazioni comunicative. Si fornisce anche un livello di approfondimento altrimenti impensabile per il solo banner.

Insomma, il banner 2.0 è lo strumento maturo che risponde al principio de “I mercati sono conversazioni.”

Questo è anche quello che fa emergere Antonio Tombolini, citando un banner della Ryan Air, innovativo a suo modo.

Questa è comunicazione aziendale, questo è un abbozzo di possibile conversazione. L’azienda scende sul terreno della comunicazione quotidiana, interpersonale, al livello dei fatti della vita, e interloquisce alla pari. E il tutto senza fingere di essere altro che non un’azienda che pensa a vendere i suoi prodotti (questo è il punto chiave!), e dunque pienamente comunicazione aziendale.

Ritornando al post di Gianluca, che viene chiuso con la domanda: ma e le metriche nel banner sociale cosa diventano?

PS: naturalmente si dovrebbero poi spostare le metriche dalle # view/click al ‘# add/follow/share/reply/comment..’.

A livello di metriche, quanto importante è sapere che la presenza in Rete dell’endorsement di una singola campagna su Metafora, rimane nel tempo e nella Memoria della Rete stessa, e non si esaurisce semplicemente con la fine della campagna e della visibilità del banner?

Il post, l’endorsement presente nel blog di Metafora, mica sparisce con il finire della campagna.Questo perchè la Rete ne permette la distribuzione e il mantenimento a costi zero, a differenza degli altri media tradizionali.
Iniziamo a sfruttare le possibilità che ci sono date a disposizione.

In momenti in cui anche le metriche più famose sono in crisi ed in evoluzione, e dove molti ne iniziano a discutere, è importante testare nuove strade.

Alle aziende tradizionali le conversazioni online possono sembrare confuse. Ma ci stiamo organizzando più rapidamente di loro. Abbiamo strumenti migliori, più idee nuove, nessuna regola che ci rallenti.
Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare.

Chiudo con un commento di Andrea Cappello, che fa sempre parte di Metafora, che dice:

[...] noi di Metafora stiamo lavorando non solo per creare un network su cui fare pubblicità, ma stiamo cercando anche di migliorare il processo di comunicazione pubblicitario. Il che significa che la pubblicità funziona, ma anche se funzione non vuol dire che ci piaccia così come oggi la intendono la maggior parte degli advertisor, che come noto anche dai commenti in questo post, considerano ancora troppo l’utente un puro obbiettivo di mercato su cui fare analisi economiche e non una persona umana.

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Metafora oggi su Nova24

11 gennaio 2007, ore 22:45

Metafora AD Network è stata citata oggi sull’inserto Nova24 del Sole 24 Ore, in un box firmato da Alessandro Longo e pubblicato all’interno della doppia pagina dedicata ai modelli di business e alle società che fanno soldi del cosiddetto web 2.0.

Il ritaglio da Nova24 dell'11/1/2006

Debutto in società

19 dicembre 2006, ore 16:15

Oggi abbiamo parlato di Metafora su Apogeonline, mentre il passaparola dei blog si era già messo in moto da alcune ore. In questo post (in aggiornamento) appuntiamo un po’ di commenti assortiti: