Metafora.it chiude: forse una Metafora 2.0

Di ritorno dalla pausa pasquale, segnaliamo l’entrata ufficiale nella nostra realtà di una figura assai importante del panorama del Web italiano, quella di Fabio Giglietto e del suo blog personale, Nextmediaandsociety.org. C’è chi lo conosce per un evento assai noto in giro per la blogosfera, il Festival dei Blog e il relativo workshop annuale delle Conversazioni dal Basso.

Parliamo un po’ di Nextmediaandsociety.org: questo blog ha 4 anni, oltre 600 post ed è il suo blog personale. Si tratta di uno spazio di riflessione e confronto sulle attività di ricerca dell’autore che ruotano intorno all’impatto sociale delle nuove tecnologie. Fabio Giglietto è dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” dove insegna Teoria dell’informazione presso il corso di laurea di Scienze della Comunicazione.

Un caloroso benvenuto a Fabio ed al suo blog: siamo certi che il viaggio intrapreso dalla realtà metaforica sarà sempre più interessante, anche grazie al suo contributo, che fa arrivare a quota 30 il numero dei siti del network.

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Terremoto in abruzzo: come aiutare

8 aprile 2009, ore 11:43

E-commerce con PayPal Metafora AD Network si sente vicino a chi sta soffrendo per le sventure di questi giorni, e dedica uno spazio etico del Network per dare visibilità ad un progetto collaborativo creato da Matteo Balocco aka Totanus.

-> Terremoto in Abruzzo: pagina wiki collaborativa per tenersi aggiornati sul come aiutare

EMERGENZA TERREMOTO IN ABRUZZO

LA PAGINA E’ IN CONTINUO AGGIORNAMENTO.

Aggiungete le informazioni in vostro possesso, segnalando SEMPRE anche la fonte.

In caso abbiate dei problemi a editare la pagina, lasciate l’informazione come COMMENTO a fondo pagina oppure inviate una email a matteo.balocco (at) gmail.com (ma se mettete il commento sarà comunque subito visibile)

Il wiki ha natura collaborativa, quindi chiunque può partecipare inserendo informazioni utili per le quali è necessario comunque indicare sempre la fonte (con relativo link).

[...]

Cercate poi di evitare di donare soldi e/o materiale a personaggi di dubbia natura (soprattutto se dotati di postepay o account paypal, di solito poco rintracciabili) o ad associazioni non meglio identificate: gli sciacalli, purtroppo, sono sempre in agguato. Se fate la scelta di effettuare la donazione affidatevi sempre alle informazioni presenti sui siti ufficiali degli enti che state per sostenere, digitando MANUALMENTE il relativo indirizzo web.

[...]

Questo wiki NON E’ UFFICIALE e vuole servire unicamente come semplice luogo di aggregazione delle informazioni disponibili in rete riguardanti i soccorsi e gli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto. NON ha alcuna relazione diretta con la Protezione Civile e con gli enti impegnati nei soccorsi ma si limita a fare da megafono per eventuali segnalazioni utili per i visitatori.

Il contributo di ognuno e le idee di tutti per facilitare una comunicazione tempestiva e dettagliata andrà a vantaggio di chi ha davvero bisogno. Cercando di far emergere eventuali sciacalli o manipolatori della fiducia altrui, diminuiremo il rischio di domande del tipo: “io vorrei aiutare, ma come fidarsi?

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Si parla di cost per influence

5 aprile 2009, ore 22:14

Riprendiamo la serie “Dicono di noi“, citando un’interessante intervista fatta a Metafora AD Network che fa emergere maggiormente il “cost per influence“. Altro termine tecnico, altra buffonata si potrebbe pensare. Forse si, ma forse anche no. Noi crediamo sia una sintesi di un percorso, di un viaggio che stiamo documentando per andare davvero oltre al banner. E non certo solo a livello tecnologico, ma di contesto del messaggio pubblicitario ,in un mondo di pari e di regole nuove quale è quello della Rete. Lasciamo ai lettori e a chi ci segue percepire il significato di quello che stiamo facendo.

Questa l’intervista:
-> Metafora: pubblicità oltre il banner

Metafora è un nuovo (almeno in Italia) concetto di agenzia pubblicitaria online introducendo il concetto di “cost-per-influence”.

“Costo per influenzare” in senso etico (quasi un ossimoro): che viene spiegato dalla referenza che i siti appartenenti al network di Metafora riescono a dare all’inserzionista. Per far parte di questo circuito pubblicitario, infatti, bisogna avere come requisito (tra altri, s’intenda, ben visibili a http://www.metafora.it/regolamento/) quello di un ottimo posizionamento organico sui motori di ricerca, esplicitato in un PageRank pari o superiore a 5 (che significa ottima qualità secondo Google) ed un periodo di attività di almeno 6 mesi.

Ed essere linkati da un sito di alta qualità significa avere di riflesso una più alta considerazione da parte di Google, quindi elevare il proprio posizionamento naturale.
Google, poi, non dovrebbe prendersela “a male” perché il tutto è esplicito e Metafora, oltre tutto, si pregia di scegliere gli inserzionisti tra aziende “referenziate” secondo “criteri elevati di qualità ed etica imprenditoriale”: stabilisce quindi un rapporto diretto con gli inserzionisti e solo così, poi, decide di “metterci la faccia”.

Dei punti emersi nel corso dell’intervista, aggiungo un paio di annotazioni a corredo:

  • è importante enfatizzare il concetto di banner + referenza, che associa qualcosa che ha sempre avuto un preciso valore temporale ( la campagna marketing di visibilità ) a qualcosa che è di recente comparsa come il search marketing o il blog marketing, caratterizzati da un carattere di permanenza nel tempo. Una maggiore consapevolezza nelle potenzialità del mezzo Internet e delle sue caratteristiche di mettere in relazione le persone allo stesso modo forse. Quale mezzo in effetti permette la conservazione e la trasmissione delle informazioni a costo quasi zero? Sfruttiamone appieno le possibilità, a questo punto.
  • la questione dei numeri e del ROI delle campagne: il fatto che vengano associati a Metafora sia un valore di visibilità sia un valore di permanenza in Rete ne rende il ROI reale, ma allo stesso tempo di difficile sintesi per l’inserzionista medio. La questione che la pubblicità e il suo rendimento non siano mai stati perfettamente calcolabili nel mondo dei mass-media è una faccenda di comunicazione, non tanto di mezzo forse. In Rete si hanno più parametri e forse più controllo, ma è un controllo solo effimero dati i grandi numeri in gioco. Si pensi alle comunicazioni sull’andamento della Borsa che abbiamo quotidianamente: e a livello quinquennale o trentennale? Quanto influisce il dato singolo piuttosto che un suo andamento su maggiore scala temporale sulle decisioni dei singoli?
    Si ha maggiore controllo nel dato singolo, nel dato assai particolare, ma l’insieme invece? Come rappresentarlo? E conta tutto questo dettaglio, e a che livello?
    Forse occorre prendere in considerazione anche altro, oltre al totale controllo dei numeri dietro ai click, o alle impressions. La relazione e la fiducia come possono essere calcolati? Ha senso calcolarli?
  • il VRM è la direzione futura e il contesto in cui si sta muovendo Metafora, così come sta prendendo sempre maggiore consapevolezza della sua dimensione nel marketing del futuro, il societing.

Essere messi sotto la lente anche da altri attori del settore è comunque un fatto interessante: il confronto con le idee altrui permette di essere ridefiniti continuamente, e nel medesimo istante di essere rimessi in gioco nelle proprie direzioni, e relative convinzioni. L’influence che si riprende in questa intervista non è solo quella che si puo’ considerare abbiano i vari siti del Network rispetto ai propri lettori. E’ anche quella nuova dimensione di influenzare in modo aperto e trasparente anche l’inserzionista, non abituato ancora del tutto ad avere un rapporto così tra pari anche con gli intermediari con cui entra in contatto. Che possono dire la loro anche sul messaggio da veicolare, e sul suo reale valore.

Conversare ed essere parte di un relazione è più impegnativo per le parti in gioco, quando tutte le parti possono dire la loro in egual misura. Ma è il cambiamento che possiamo pretendere di questi tempi.

Siamo sempre qui per rispondere a qualsiasi dubbio possa venire, o perplessità o critica.

Nei prossimi mesi chiariremo in forme sempre più chiare e snelle quello che a partire dal banner Metafora sta costruendo.

Andare oltre al banner non è solo una questione di tecnologia, anzi.
E’ una questione di contesto, di rispetto e di relazione: tutti elementi che vanno ben oltre la sfera tecnologica.

Relazione oltre al banner

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Nuove entrate nella realtà di Metafora, che saranno ufficializzate nei prossimi giorni: oggi è il turno di Enrico Alletto, tenutario del blog omonimo, enricoalletto.it.

Chi è Enrico Alletto? Lavora come tecnico informatico in una multinazionale delle telecomunicazioni con sede a Genova; dal 2003 collabora ad iniziative che usano la rete Internet in una dimensione più utile per la collettività. Da febbraio 2007 è online il suo sito personale www.enricoalletto.it, con il quale entra in Metafora. “Viviamo in un periodo storico di rapidi e grandi cambiamenti, in questo contesto credo che le nuove tecnologie ed in particolare la rete Internet ricoprano un ruolo fondamentale nella vita quotidiana e per questo motivo sarebbe utile provare a capire come utilizzarle al meglio restando il più possibile al riparo da timori e dipendenze”, queste le parole di Enrico. E questo il filone principale con il quale si racconta nel blog, dedicato quindi ai variegati aspetti del Web2.0 e del ruolo della Rete nella società.

Il benvenuto di tutto il Network ad Enrico: Metafora AD Network cresce nel numero di adesioni, ed arriva a 29 aderenti.

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Siamo una realtà anomala presente nel panorama Web italiano: una realtà che dice di fare non pubblicità, che non dà strumenti in mano agli inserzionisti e non pone strumenti in mano agli aderenti. Una realtà che raggruppa un gruppo di persone che vogliono dire la loro sulla comunicazione aziendale, con le loro facce e le loro identità. Questo è il concetto dietro al cost per influence, che diamo come valore all’inserzionista. E alla Rete, alla collettività: perchè l’etica dietro a Metafora risiede nella volontà di aiutare la trasparenza tra le parti, facilitando la memoria condivisa delle attività passate, una delle cose possibili grazie al media Web. D’altronde, se i mercati sono conversazioni, e questo ormai è assodato, poi per trasformarli in relazioni, anche fuori dai mercati stessi, serve memoria di quello che si fa. Servono maggiore identità e maggiore “storia passata e documentata” per fidarsi. Questa trasparenza poi contribuisce ad aumentare la reputazione delle parti. Per chi segue il nostro blocco appunti condiviso, dovrebbe iniziare ad essere chiaro il contesto.

Giovedì 19 febbraio, alla Fondazione Benetton, c’è stato un incontro sul futuro del social networking a livello business e locale, per capire con una platea eterogenea, dove si sta andando e dove davvero c’è un potenziale valore di business nel metterci in relazione grazie alla tecnologia. L’incontro è stato organizzato da Nordest Creativo, proprio per avvicinare a tutto tondo la tematica del social networking a persone interessate e curiose, e assolutamente non tecniche. Anzi.

Locandina Social e Business Networking in Veneto

Metafora era presente con due relatori sugli otto totali: il sottoscritto con un tema rischioso ma stimolante sul futuro dei social network, e Mauro Gasparini, in veste di uno degli autori dietro a Spinoza.it, con un intervento irriverente e pungente sulla sua esperienza di satira sociale. Due cose da enfatizzare:

  • Metafora è un AD Network: cioè è un network di siti che sotto l’egida della scatolina metaforica organizzano il proprio advertising, ecco il perchè della sigla AD. Ma siamo un network particolare, nel senso che non siamo un network chiuso, non abbiamo re-inventato l’ennesimo social network. Usiamo quello che già esiste, cercando di porci nel modo corretto nel difficile equilibrio della Rete. Cercando di capire cosa davvero conta, dando spunti e mettendoci in ascolto, nella nuova economia della conoscenza. E nel medesimo istante, abbiamo aperto anche noi al contributo della folla, in piena modalità crowsourcing. Ma il nostro guscio, la nostra social network, è il Web in quanto tale.
  • in tempi di crisi, di crollo dei consumi e di mancanza di prospettive secondo quello che sentiamo dai mass-media, saper prendere la vita con filosofia e sorridere di quello che ci accade attorno è importante. Il successo degli ultimi mesi di Spinoza.it è indice che non siamo i soli a pensarla così. Il fatto che da gennaio sia stato aperto il contributo dei lettori per delle satire in salsa social, e sia stato aperto anche un forum dedicato per gestire al meglio questa “satira delle folle” , con relativi tassi di crescita di oltre il 200 percento al mese, deve far pensare.

Chiudo con un ulteriore spunto di riflessione per portare avanti questo percorso, citando dal blog di Societing:

Un consumatore che ormai si è impossessato di una quantità degli strumenti di marketing un tempo detenuti in termini monopolistici dall’impresa – dalla comunicazione nel mondo web che ha trasformato il passaparola tradizionale in un media di massa alla stessa marca nei cd processi di brand hijaking che non declina altro che l’assunto politically correct che sono i consumatori i veri padroni della marca – e che non intende assistere passivamente ad un esproprio di questi.

Il cosiddetto marketing non convenzionale se non si muove in questo alveo, in questa scuola di pensiero rischia, come scrive Vescovi, di ” essere solo una risposta tecnica temporanea alla stanchezza creativa dei sistemi di marketing tradizionali.” Se non guidato da un nuovo modo di intendere i rapporti tra impresa e mercato il rischio è di rendere il marketing, che si avvale delle più nuove tecnologie, ancora più aggressivo ed invasivo, creando disagio e non consenso. Tantomeno servizio.

Il marketing non convenzionale se non inteso nell’ottica nuova rischia di essere omologato al marketing più tradizionale rappresentandone, paradossalmente, la sua espressione più pushing.

Ecco perchè non diamo strumenti per poter gestire al meglio il proprio potere di fuoco sulle campagne metaforiche: perchè le persone non sono fattori scalabili, e noi siamo prima di tutto un network di persone. La tecnologia arriva dopo, così come gli strumenti.
Stiamo focalizzando la nostra attenzione e la nostra volontà di approfondimento sul VRM, che, assieme al concetto di Societing, contribuisce a rafforzare e a declinare in forme sempre più comprensibili questo nuovo modo di intendere i rapporti tra impresa e mercato.

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Prestiamoci.it - Il social lending utile a sè, utile agli altri Metafora AD Network promuove prodotti o servizi che utilizza o dei quali è felice, raccontando la propria esperienza, e mettendoci quindi la faccia fa pagare poi all’inserzionista non tanto la referenza, quanto una visibilità qualificata all’interno dei propri siti, che non crei rumore o fastidio ai lettori. Grazie alla referenza poi permette all’inserzionista di entrare nella Memoria della Rete, e quindi di lasciare delle tracce legate a delle persone con facce e nomi ben definiti. A persone che vivono la Rete come luogo, con la propria identità, e le proprie opinioni ed esperienze. Magari opinioni relative al prestito sociale, o social lending:

Per social lending (in italiano prestito sociale) si definisce un prestito da parte di privati ad altri privati su Internet a titolo di prestito personale. Viene anche chiamato prestito peer-to-peer, in analogia ai sistemi di diffusione dati tra utenti diretti. ( dalla definizione di Wikipedia )

Prestiamoci.it infatti un bel giorno contatta Metafora, chiedendo di fare qualcosa insieme per far conoscere questo progetto di social lending in rete.
Le prime reazioni di quelli di Metafora hanno oscillato tra uno scettico “Hey, si parla di soldi, e noi su queste cose dobbiamo metterci la faccia, andiamoci piano!”, ad un più diretto “E questi chi sono? Chi li conosce? E io dovrei garantire per loro senza saperne niente? E cosa vendono poi? Prestiti, figuriamoci… non se ne parla neanche!”.
Le persone, con le loro facce, perché questo è il punto in Metafora: come fidarsi di un sito in cui non vedi una faccia, non capisci dove sono le persone con cui confrontarsi? Insomma, se devo prestare dei soldi, la questione di vedere il viso del mio interlocutore – di chi li riceverà e di chi organizza il servizio – il suo sguardo, e capire se è degno di fiducia, è fondamentale!
Ma qui viene il bello: dietro a Prestiamoci.it ci sono in realtà persone vere, che il confronto non lo hanno sfuggito, ma cercato, finché un gruppo di Metafora si è incontrato con le persone di Prestiamoci per capire davvero il nocciolo della questione: bisogna fidarsi? E’ interessante tanto da meritare un approfondimento?
Proprio questo è l’oggetto dell’endorsement di Metafora in questa fase: il prodotto non c’è ancora, e non potremmo testimoniarne la bontà adottandolo. Ma possiamo testimoniare che dietro al nome Prestiamoci ci sono persone in gamba, serie e disposte al dialogo. Non ci interessa (come non interessa chi segue i nostri siti e blog) il brand Prestiamoci, ci interessano invece le persone che fanno Prestiamoci. E le persone ci sono, vale la pena seguirne gli sforzi e la passione con cui stanno mettendo in piedi il loro progetto di social lending per il mercato italiano.

Di seguito alcune delle questioni emerse nel confronto tra Metafora e Prestiamoci. I presenti erano: Matteo Brunati, Antonio Tombolini, Sergio Maistrello e Marco Ghezzi per Metafora, e dall’altra parte Mariano Carozzi, e Paolo Galvani, due dei soci di Prestiamoci.it.

domanda: “Cosa davvero differenzia Prestiamoci dal resto delle offerte di social lending, in crescita anche in Italia, oltre che nel resto del mondo?”

Gli altri servizi si concentrano molto sull’aspetto della divisione del rischio, e il contesto di utilizzo delle classiche istituzioni finanziarie rimane quello tradizionale. Noi invece vogliamo ricondurre le banche al loro ruolo originario, quello di cassaforte, e spostare il lato del servizio a chi è davvero degno di fiducia: non più un brand, un nome di una banca x, ma le persone. Persone che sono interessate allo scambio di denaro, sono interessate magari a prestare denaro ad altre persone perchè in Prestiamoci la fiducia cade su di un minimo di conoscenza reciproca. Ci si racconta, si vede che se un giovane è appassionato di moto, e cerca un prestito per comprarne una, è più facile averlo da qualcuno che ne condivide la passione e che magari ha a che fare con il mondo delle moto. Magari ci lavora. Questo perchè Prestiamoci è prima un social network di persone, che in un secondo momento poi si prestano anche denaro. Questo nelle banche non accade. Ed in più anche Prestiamoci interviene nel prestito, per mostrare che rischia assieme alle Persone che si fidano del sistema.
In una percentuale che varia dall’1 al 10 percento.

domanda: “Quindi le banche tanto in crisi oggi in che modo fanno parte del sistema?”

Le banche tornano a fare quello che hanno sempre fatto davvero bene: quello di cassaforte del denaro che noi affidiamo loro. Semplice.

domanda: “Ok, quali sono quindi i concetti sui quali si basa il sistema?”

Ci si basa sul concetto di conoscenza e storia, e sul concetto che un prestito è sempre relativo ad un progetto, ad un tema. Sia per il singolo che per l’impresa che ha bisogno di denaro. Ci sono tre motori interni di scoring, che pesano in vari modi le informazioni sulle esperienze passate delle persone che usano il sisitema. Lo scopo è sempre avvicinare persone che abbiano interessi affini, e relative esperienze, in modo da facilitare l’instaurarsi di una relazione di fiducia tra le parti.

domanda: “Come si puo’ fare per capire davvero come funziona? Soprattutto senza rischiare soldi, ovviamente.”

E’ stata inserita nel sito una sezione particolare, detta “Palestra”, un vero e proprio ambiente di simulazione, in cui vestire i panni di investitore o di richiedente, per entrare nel meccanismo, capirne il funzionamento, e vedere “cosa succede se…”, esercizio fondamentale per la valutazione di un prodotto di questo tipo.
Vorremmo che in molti usassero la palestra, non per – come usa in questi casi – accumulare contatti, ma per riceverne invece commenti, quesiti suggerimenti. E sopratutto critiche.

Visto che Metafora odia il markentese e vuole arrivare subito al sodo, la pagina di arrivo del banner non è la classica introduzione trita e ritrita del progetto. Il sito è a disposizione per essere letto, ed è questo il suo scopo in effetti, quindi noi non aggiungiamo nulla a quello che già esiste. Diciamo che per fidarsi davvero, ci vorrebbero nomi e facce ben chiari dietro ad un sito, soprattutto in questi contesti, mentre per quanto riguarda la palestra, il primo luogo dove iniziare ad approfondire il funzionamento reale di Prestiamoci, ci sembra che manchi della possibilità di inserire un commento ed un feedback, o domande dirette sulla questione.

Diamo ovviamente spazio ai commenti sottostanti per inserire tutto quello che vi puo’ passare per la testa riguardo a Prestiamoci ed al suo modello di social lending.

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Passi avanti: partnership e VRM Italia

18 febbraio 2009, ore 12:44

In questi primi due mesi del 2009 poche novità pubblicate e soprattutto raccontate, ma Metafora sta proseguendo la sua strada, in particolare:

  • Unbit.itUnbit è ufficialmente diventato partner tecnologico operativo alla stregua di Shiny, come era stato annunciato a dicembre: nel corso della settimana passata è stato spostato il dominio metafora.it sotto la sua gestione, e quindi anche l’ad server dei banner.Gli inconvenienti sono stati segnalati attraverso il canale Twitter.
    Perchè Unbit è parso degno di attenzione agli occhi di Metafora, oltre che per i validi servizi offerti e al fatto che alcuni del Network ne conoscevano la professionalità? Per visioni e posizioni condivise, riscontrabili a partire dalle loro FAQ, e a partire da questo estratto:

    Chi diavolo gestisce le vostre politiche di marketing ??? il vostro sito e’ pieno di pupazzetti e non c’e’ neanche una donnina poco vestita !!!
    Delle politiche di marketing piu’ in voga non ci interessa nulla. Siamo tecnici, riteniamo che a un cliente interessato e competente basti semplicemente leggere la mole di tecnologie supportate per interessarsi al nostro servizio.

  • Metafora AD Network supporta ufficialmente il progetto VRM Italia, ora non solo a parole, ma anche operativamente. Il progetto è in fase di avvio ed ha visto nel primo incontro del 27 gennaio all’ università Bicocca di Milano il primo meeting ufficiale faccia a faccia del Comitato Costituente.

Questi sono stati i motivi del silenzio di questo inizio 2009 : parecchio lavoro dietro le quinte, che comunque si puo’ seguire in forme vicine ad un flusso di coscienza collettivo grazie al tumblr ufficiale di Metafora ( accessibile anche attraverso il canale Friendfeed comunque ) :

-> Un’altra pubblicità è possibile!

Contribuire al progetto VRM è per Metafora l’ufficializzazione della propria visione che lega il nuovo consumatore consapevole che vive la Rete ad un movimento mondiale condiviso, che risponde agli stessi bisogni espressi dagli aderenti al Network. ( Sul VRM verrà fatto un approfondimento ufficiale prossimamente ).

I Pionieri

Nella logica dello scambio e nel valore della condivisione nell’Economia della Conoscenza, Metafora continua a rafforzare la propria presenza in Rete e la voglia di conversare, aggiungendo nella barra laterale la voce “Da seguire in altri lidi“, dove ci sono alcuni siti degni di attenzione per capire ed approfondire sempre più il contesto in cui si opera.

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Paypal e la Startup a caccia di guai

17 febbraio 2009, ore 0:00

E-commerce con PayPal Prima campagna metaforica di questo 2009, su un tema che è sempre un terreno minato, e di questi tempi lo è davvero: il denaro.
Metafora AD Network non vende spazi, non vende banner, ma prova attraverso forme tradizionali e facilmente comprensibili a trovare un contatto con il lato personale delle aziende, e ad instaurare una relazione diretta tra chi è soddisfatto di un servizio, e chi questo servizio lo offre. Arrivando alle Persone e alle Storie che possono raccontare.
Soprattutto se si parla di soldi, il faccia a faccia è fondamentale per costruire la base di fiducia reciproca, ed il poter condividere le esperienze passate con gli alti e bassi fisiologici facilita la creazione di una sana relazione tra le parti in gioco.

In questo caso non si parla del libro mostrato nel banner, ma dell’azienda dietro ai servizi descritti nel volume: Metafora sceglie di farlo attraverso la ripresa di una testimonianza diretta, e assai ben documentata, di Antonio Tombolini, che per quest’occasione veste i panni del cantastorie:

C’era una volta una Startup, che aveva bisogno di un sistema sicuro per consentire ai propri clienti di pagare online.
La Startup non aveva né i soldi né la voglia necessari per mettere in piedi un sistema autarchico di gestione degli incassi. Del resto la pensava così su ogni cosa: se quello che ci serve è già stato inventato – diceva a tutti la Startup, se c’è già qualcuno che fa solo quello, che lo fa bene, che aggiorna continuamente quel servizio, che senso avrebbe farselo da soli?

Fu così che la nostra Startup si presentò, umile umile e cappello in mano, al Grande Servizio di Pagamenti Online conosciuto in tutto il mondo.

La cosa andò bene da subito, per tutti e due: la Startup sembrava aver imbroccato il mercato giusto, le vendite andavano bene, molto bene; e il Grande Servizio di Pagamenti Online poteva esserne soddisfatto, gestendo fin da subito circa ventimila euro di incassi al mese (con relative commissioni…).

Come spesso accade nelle favole, e anche nella realtà, il diavolo ci mise lo zampino: un bel giorno la nostra Startup (aveva in quel momento per l’appunto circa ventimila euro nel suo account) decise di trasferire quei suoi fondi al proprio conto corrente bancario, e cominciò l’incubo: “La nostra banca ci dice che la tua banca non esiste”, diceva il Grande Servizio di Pagamenti Online alla Startup. “Ma siete impazziti! La mia banca ovviamente esiste, e se non la trovate è un vostro problema, io ho bisogno subito dei miei soldi!”.

La cosa andò avanti per un mese, e anche di più. E non lo pensereste mai: fu proprio in questo periodo che la Startup imparò ad apprezzare quel Grande Servizio di Pagamenti Online. E’ vero, non riuscivano a risolvere il problema, ma lo prendevano in mano ogni giorno, venivano coinvolti in tanti, la sede italiana, quella europea, e si sentiva che stavano dandosi da fare, erano tutti dispiaciuti davvero, e tutti cercavano una soluzione.

Quando si agisce così prima o poi la soluzione arriva, come infatti arrivò. Il Grande Servizio di Pagamenti Online scoprì che la banca che utilizzava per gestire i trasferimenti (una Grandissima Banca, naturalmente) aveva (sembra incredibile, ma è così!) il database delle banche esistenti non aggiornato, sbagliato, e per questo, secondo la Grandissima Banca, la Piccolissima Banca della Startup non esisteva.

Fecero festa insieme, la Startup e il Grande Servizio di Pagamenti Online, e non si lasciarono mai più. La Startup spera ora di cominciare a vendere in tutta Europa, e di cambiare la sua piattaforma di ecommerce, e lo fa senza preoccuparsi degli incassi, perché lascerà che se ne occupi ancora il Grande Servizio di Pagamenti Online. Per parte sua il Grande Servizio di Pagamenti Online ha voluto incontrare personalmente la Startup, per vedere se può dargli una mano anche a vendere ancora di più. E nel frattempo ha risolto un grande problema: il Grande Servizio di Pagamenti Online consente ai clienti di pagare con carta di credito, anche senza registrarsi al servizio, se non vogliono farlo.

E continuarono a comprare, vendere, pagare e incassare felici e contenti.

PERSONAGGI (in ordine di apparizione)

Antonio Tombolini

Una richiesta finale alle persone dietro l’azienda Paypal: visto che questo servizio è usatissimo da tutto il nostro Network e che Antonio ha messo la sua faccia in questo racconto, Metafora vorrebbe vedere le facce che a loro volta hanno interagito con Antonio.
Vorrebbe avere qualche dettaglio e qualche racconto dalle persone che hanno parlato, hanno ascoltato e hanno cercato di risolvere i suoi problemi: non deve essere stato facile, visto che quando ci sono di mezzo i soldi, la pazienza è sempre poca.

Metafora è ben lieta di ospitare le loro storie, e i loro aneddoti, per contribuire a far emergere le Persone dietro alle Aziende: fondamentale un viso per potersi fidare davvero in uno scambio commerciale, ancor più se ha a che fare con le banche.

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La fine dell’ anno è sempre un’ottima occasione per fare il punto sulle cose fatte e per ripartire con l’anno nuovo consapevoli di dove si è arrivati: Metafora fa la stessa cosa, raccontandosi con questa presentazione, naturale seguito di quella iniziale pubblicata alcuni mesi fa:

Presentazione nata come riassunto breve e conciso per gli aderenti al Network di alcune delle cose fatte da quando è iniziata una maggiore attività continuativa attorno alla realtà di Metafora. ( da parte del sottoscritto )

Un concetto utile a descrivere l’attività svolta fino ad oggi puo’ essere questo: Metafora è come un flusso d’acqua, ora limpido, ora agitato. Che sta trovando sempre più il suo letto. E che tiene conto dell’ambiente circostante.

La sfida, non sempre facile, come emerge da alcune critiche fatte nel corso del tempo, è quella di portare avanti una visione ed un approccio nuovo al concetto di relazione tra chi fornisce un servizio o un prodotto e chi lo usa direttamente. Un modo di porsi uno a uno nei confronti delle aziende e delle persone con cui si è ben felici di entrare in contatto. Il tutto si riassume bene in queste parole:

creare una nuova gestione della pubblicità sui nostri siti che contribuisca a sostenere i costi dei progetti online in modo etico e soddisfacente per chi scrive, per chi investe e per chi legge

Questo il punto di partenza per il 2009: le ultime slide mostrano proprio il contesto di dove si intende andare. E degli strumenti che si stanno via via migliorando lungo la strada. Ovviamente l’invito è quello di seguire questa strada assieme, di partecipare e di contribuire ad aumentare la fiducia e la trasparenza nella comunicazione tra aziende e persone. Almeno per aumentare la consapevolezza di quanto siano importanti i concetti di relazione, conversazione e fiducia.

Adesso è stato reso più personale e ampio l’essere nel Web di Metafora, mettendo dove fosse utile i nostri mobili e suppellettili, proprio perchè il Web è un luogo, un ambiente in cui esserci prima di tutto, proprio come emerge dai pensieri di Marco Cordioli ( con cui concordo pienamente e che penso sia doveroso segnalare ).

Adesso si andrà oltre, al passo successivo. Ricordandosi sempre di dove ci si trova:

The Web is Agreement

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Chi arriva e chi va

21 gennaio 2009, ore 8:11

Primo post dell’anno nuovo, un anno sicuramente interessante e problematico nel medesimo istante.
Il cammino di Metafora nel portare avanti una visione e degli strumenti leggermente diversi per un’altra pubblicità fa piccoli passi in avanti: nei prossimi giorni metteremo online una serie di materiali che fanno un po’ di riassunto delle cose fatte nel 2008. Nel cambio dell’anno è normale fare il punto direi, e questi giorni il cambiamento è proprio nell’aria.

Nel frattempo, qualcuno si aggiunge e qualcun altro cambia strada.

Nicola Losito, tenutario del blog Koolinus.net, entra a far parte del Network, anche se lo segnaliamo un po’ in ritardo. Nicola si avvicina al mondo dell’informatica in tarda età ma ne viene subito rapito, comincia la sua avventura nel mondo dei blog nel febbraio 2003 e da allora parla di software, Linux, Apple, libri, fumetti e commenta i fatti della vita a ruota libera. La scelta di rimanere sul piano “personale” nei temi trattati è voluta per rimanere fedele al significato più antico di web-log.

Nello stesso istante un nostro aderente di recente entrata ha deciso di uscire dal Network: per Emanuele Piccardo di Archphoto al momento la realtà di Metafora è risultata essere troppo sperimentale rispetto a quello che poteva sembrare all’inizio della sua entrata. Grazie alle sue perplessità e alle discussioni che sono scaturite nel nostro forum interno, sono comunque emersi spunti interessanti di riflessione, che saranno argomento di post futuri. Emanuele Piccardo quale responsabile di Archphoto è affine alla visione e all’approccio metaforico, ma in questo momento di rafforzamento degli strumenti a disposizione ha deciso di staccarsi e di lasciarci proseguire per la nostra strada.

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