14 Settembre 2009 - Marzo 2010 Da Metafora AD Network a Metafora seguici su FriendFeed

Siamo una realtà anomala presente nel panorama Web italiano: una realtà che dice di fare non pubblicità, che non dà strumenti in mano agli inserzionisti e non pone strumenti in mano agli aderenti. Una realtà che raggruppa un gruppo di persone che vogliono dire la loro sulla comunicazione aziendale, con le loro facce e le loro identità. Questo è il concetto dietro al cost per influence, che diamo come valore all’inserzionista. E alla Rete, alla collettività: perchè l’etica dietro a Metafora risiede nella volontà di aiutare la trasparenza tra le parti, facilitando la memoria condivisa delle attività passate, una delle cose possibili grazie al media Web. D’altronde, se i mercati sono conversazioni, e questo ormai è assodato, poi per trasformarli in relazioni, anche fuori dai mercati stessi, serve memoria di quello che si fa. Servono maggiore identità e maggiore “storia passata e documentata” per fidarsi. Questa trasparenza poi contribuisce ad aumentare la reputazione delle parti. Per chi segue il nostro blocco appunti condiviso, dovrebbe iniziare ad essere chiaro il contesto.

Giovedì 19 febbraio, alla Fondazione Benetton, c’è stato un incontro sul futuro del social networking a livello business e locale, per capire con una platea eterogenea, dove si sta andando e dove davvero c’è un potenziale valore di business nel metterci in relazione grazie alla tecnologia. L’incontro è stato organizzato da Nordest Creativo, proprio per avvicinare a tutto tondo la tematica del social networking a persone interessate e curiose, e assolutamente non tecniche. Anzi.

Locandina Social e Business Networking in Veneto

Metafora era presente con due relatori sugli otto totali: il sottoscritto con un tema rischioso ma stimolante sul futuro dei social network, e Mauro Gasparini, in veste di uno degli autori dietro a Spinoza.it, con un intervento irriverente e pungente sulla sua esperienza di satira sociale. Due cose da enfatizzare:

  • Metafora è un AD Network: cioè è un network di siti che sotto l’egida della scatolina metaforica organizzano il proprio advertising, ecco il perchè della sigla AD. Ma siamo un network particolare, nel senso che non siamo un network chiuso, non abbiamo re-inventato l’ennesimo social network. Usiamo quello che già esiste, cercando di porci nel modo corretto nel difficile equilibrio della Rete. Cercando di capire cosa davvero conta, dando spunti e mettendoci in ascolto, nella nuova economia della conoscenza. E nel medesimo istante, abbiamo aperto anche noi al contributo della folla, in piena modalità crowsourcing. Ma il nostro guscio, la nostra social network, è il Web in quanto tale.
  • in tempi di crisi, di crollo dei consumi e di mancanza di prospettive secondo quello che sentiamo dai mass-media, saper prendere la vita con filosofia e sorridere di quello che ci accade attorno è importante. Il successo degli ultimi mesi di Spinoza.it è indice che non siamo i soli a pensarla così. Il fatto che da gennaio sia stato aperto il contributo dei lettori per delle satire in salsa social, e sia stato aperto anche un forum dedicato per gestire al meglio questa “satira delle folle” , con relativi tassi di crescita di oltre il 200 percento al mese, deve far pensare.

Chiudo con un ulteriore spunto di riflessione per portare avanti questo percorso, citando dal blog di Societing:

Un consumatore che ormai si è impossessato di una quantità degli strumenti di marketing un tempo detenuti in termini monopolistici dall’impresa – dalla comunicazione nel mondo web che ha trasformato il passaparola tradizionale in un media di massa alla stessa marca nei cd processi di brand hijaking che non declina altro che l’assunto politically correct che sono i consumatori i veri padroni della marca – e che non intende assistere passivamente ad un esproprio di questi.

Il cosiddetto marketing non convenzionale se non si muove in questo alveo, in questa scuola di pensiero rischia, come scrive Vescovi, di ” essere solo una risposta tecnica temporanea alla stanchezza creativa dei sistemi di marketing tradizionali.” Se non guidato da un nuovo modo di intendere i rapporti tra impresa e mercato il rischio è di rendere il marketing, che si avvale delle più nuove tecnologie, ancora più aggressivo ed invasivo, creando disagio e non consenso. Tantomeno servizio.

Il marketing non convenzionale se non inteso nell’ottica nuova rischia di essere omologato al marketing più tradizionale rappresentandone, paradossalmente, la sua espressione più pushing.

Ecco perchè non diamo strumenti per poter gestire al meglio il proprio potere di fuoco sulle campagne metaforiche: perchè le persone non sono fattori scalabili, e noi siamo prima di tutto un network di persone. La tecnologia arriva dopo, così come gli strumenti.
Stiamo focalizzando la nostra attenzione e la nostra volontà di approfondimento sul VRM, che, assieme al concetto di Societing, contribuisce a rafforzare e a declinare in forme sempre più comprensibili questo nuovo modo di intendere i rapporti tra impresa e mercato.

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Chi è il Network di Metafora? Numeri e facce

12 dicembre 2008, ore 11:49

Comunicare chi siamo non è semplice, anche perchè siamo davvero un gruppo di persone multidisciplinare, con competenze e modi di porsi diversi in Rete, ma persone tutte legate da questo intento comune di conversare e di dare un equilibrio diverso, sano, alla comunicazione aziendale e alla tanto bistrattata pubblicità.
Ma chi ha messo la faccia in Metafora AD Network?

Non so se vi siete accorti, ma la pagina che descrive il Network è diventata pesante da leggere, e comunica poco. Ci stiamo muovendo per sistemarla, in effetti.
-> Persone e Siti – pagina attuale

C’è una pagina in lavorazione, che verrà presto incorporata nel sito ufficiale: l’idea è di eliminare le colonne, sul modello della pagina di archivio delle campagne, ma siamo aperti a suggerimenti ovviamente:

-> Nuova pagina del Network di Metafora

Un dettaglio sulla visualizzazione del Network in fase di restyling

Inseriremo sempre meglio i nostri profili, comunicando al meglio in che ambito e in che modo ogni aderente contribuisce al valore del Network, in modo da facilitare la comprensione delle nicchie e dei settori che copriamo. Che avevo anticipato a mano diverso tempo fa:

Metafora AD Network: ma chi è il Network?

Se avete suggerimenti, idee su cosa inserire, cosa togliere, e cosa migliorare nella pagina di visualizzazione del Network, vi ascoltiamo.

Intanto, qualche numero e qualche dettaglio sulla capacità di essere Influence in Rete: prima di tutto occorre mostrare quanto siamo trovabili, e quanto siamo visibili in Rete. Anche se i numeri sono riduttivi, sono comunque un punto di partenza. Partiamo proprio da uno dei filtri di maggior successo della Rete italiana, Blogbabel , se è più o meno importante per la Coda Lunga lo deciderà il lettore:

-> Classifica di BlogBabel – datata 11 dicembre 2008

  • Spinoza.it, curato da Mauro Gasparini, Alessandro Bonino, Gianluca Chiappini e Stefano Andreoli al 24esimo posto
  • Webgol.it di Antonio Sofi al 28esimo posto
  • MiniMarketing di Gianluca Diegoli al 32esimo posto
  • Simplicissimus di Antonio Tombolini al 63esimo posto

Ma non crediamo nelle metriche, no? Sono pur sempre fallaci e incomplete, e comunque le classifiche lasciano sempre il tempo che trovano. Anche perchè Metafora copre settori della Coda Lunga, dove non sono i numeri a contare, ma l’autorevolezza, la fiducia e l’interesse che si creano attorno ai temi di cui si sta parlando. Anche perchè se uno dice una cosa di poco interesse ma di nicchia, ed è l’unico a dirla, si troverà più facilmente dai motori di ricerca. Pensiamoci.

Portiamo esempi da alcuni settori specifici, e proviamo a vedere in dettaglio questa Coda Lunga:

Ovviamente se ne trovate altre di code lunghe particolari sulla ricerca, segnalatele pure nei commenti: può essere utile per avere un quadro realistico del valore del nostro Network nelle nicchie, nel mondo sempre più frammentato dove noi tutti andiamo a finire per soddisfare i nostri Interessi.
Siamo una realtà che non lavora sui numeri, ma sulla capacità di essere Influence, influenza, e il primo passo per supportare queste parole è mostrare esempi concreti a supporto di questa nostra affermazione. E confrontarci.
Chiudo con una gran bella frase che prendo dall’ottimo volume di Gianluca, di cui consiglio la lettura:

La vecchia “regola” per cui in fasi di recessione di mercato la pubblicità andrebbe aumentata – e non ridotta – non funziona. Se però sostituite – in quella regola – “pubblicità” con “conversazione” la comunità potrebbe contribuire a trovare nuove soluzioni alla crisi.

Credo sia la migliore sintesi dello spirito che accomuna tutte le Persone dietro ai siti del nostro Network.

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Romecamp 2008 e Metafora: gli interventi

26 novembre 2008, ore 12:53

RomeCamp2008: un barcamp che sicuramente porta con sè Memoria di quello che ne è scaturito, visto tutto è in Rete, che c’erano telecamere ovunque, ed una serie di talkshow a tema hanno creato sinergie comunicative a cavallo dei temi portati nei talk, cosa quantomai utile e divertente anche nell’esserne parte attiva.

Luca De Biase l’ha definito “generazione delle idee dal basso e di marketing delle idee“, parlandone nel suo blog.

Un grazie agli sponsor, agli organizzatori e ai volontari ( Nicola Mattina e Vincenzo Cosenza tra i tanti da ringraziare ), che hanno cercato di trovare un equilibrio meno autoreferenziale alla realtà del barcamp, aprendone le porte anche a chi non è abituato a certi utilizzi della Rete: una specie di Barcamp 2.0 su temi ampi ma non completamente lasciato a briglia sciolta. Un caloroso ringraziamento per questo valore aggiunto dato alla Rete, sul quale si possono creare pensieri, commenti e visioni ulteriori condivise, grazie alla completa messa online dell’evento.

Cosa ha portato Metafora AD Network

Un talkshow generale su Economia e Web2.0 per dialogare del contesto, assieme a Alessio Jacona e Marco Camisani Calzolari, aka MCC:


Economia e Web2.0 a cavallo della comunicazione in generale, dell’impresa e dell’advertising, con le Persone come nuovo e fondamentale asset: questo il concetto legante la veloce discussione, alla quale è stato un piacere partecipare.

Perchè si parla di Economia della Conoscenza?
Perchè in Rete si diffonde informazione, sia essa inserita nella pubblicità sia essa slegata da fini pubblicitari. Come può pensare una comunicazione aziendale, una comunicazione pubblicitaria altra che si dice utile per tutte le parti in gioco, di non rientrare in forme nuove in questa creazione di conoscenza condivisa? Ricordandosi che informazione non è conoscenza, e viceversa.

Ecco perchè è sempre bene definire, magari ripetendosi, il contesto con cui ogni realtà presente nel Web si scontra: si lavora con beni immateriali, e con questi le regole del gioco cambiano.
E Metafora lavora con tali beni, perchè il passaparola della nostra referenza, il post con cui testimoniamo il valore e l’utilità del nostro inserzionista, rimane in Rete. Diventa Memoria collettiva nella Rete, diventa reputazione per il brand di cui si parla. E non solo, lo diventa anche il tanto bistrattato banner.
Diventa Conoscenza, oltre che informazione: il come verrà mostrato man mano tramite le delucidazioni e gli esempi sul Social Semantic Banner.
E di certo tutto questo non è un bene fisico.

Proprio per entrare nel dettaglio di tutto questo, ecco il mio talk, dal titolo “Spunti e scenari per far emergere l’intelligenza collettiva” :


Ringrazio Smeerch.it per averci segnalato tra i talk da vedere, e faccio una nota a Gibilix che ha detto che:

Matteo Brunati ci ha spiegato com’è possibile una rete di pubblicità etica basata sull’intelligenza collettiva che si può far emergere attraverso le tecniche legate al web semantico. Difficile capire il meccanismo per chi non è dentro a queste tematiche, ma molto chiaro l’obiettivo: eliminare il rumore. Cito una frase dal loro sito: la pubblicità dev’essere poca, deve parlare sottovoce e deve proporre un messaggio utile ai lettori.

Dato il tempo a disposizione e il pubblico medio, non ho voluto parlare di tecnica, per cui il fatto che sia chiaro uno degli obiettivi e la finalità è un ottimo riscontro. Ad un post successivo ulteriori riflessioni e spiegazioni a supporto del talk, assieme alla presentazione vera e propria in fase di inserimento nel nostro account in Slideshare.net. Non si parlerà di tecnica, ma di maggiore esplicitazione dello scenario, con esempi a supporto che nei venti minuti a disposizione non potevano essere inseriti.

Se ci sono commenti, dubbi o altro, siamo qui a disposizione, e come sempre sono ben accetti.

Chiudo enfatizzando un altro fatto, una puntualizzazione già fatta anche per l’ADVCamp, come idea e concetto. L’intervento creativo di Marco Camisani Calzolari sull’ Impresa 4.0 è stato supportato attivamente proprio da un aderente del nostro Network, Federico Fasce aka Kurai, prova del fatto che il Network è eterogeneo, ma creativo e propositivo nel mondo della Rete. Tra l’altro Federico ha messo in pratica l’intervento che ha fatto il venerdì mattina proprio sul Visual Thinking.

E quindi il Cost Per Influence non è solo una definizione, ma una caratteristica fondante del nostro Network.


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Nuovo banner verticale: Microformat AD

16 novembre 2008, ore 8:35

Ufficializziamo in questi giorni un nuovo formato per il banner verticale che accettiamo in Metafora AD Network: si passa dal 120×240 al 125×125 pixel, piccolo e poco invasivo. E non solo.

Microformat banner

Nel medesimo istante rafforziamo il concetto di banner + endorsement, banner + referenza: o anche Microformat AD.
Il banner non animato che non urla per comunicare la pura visibilità dell’inserzionista nel rispetto del lettore, e la referenza per creare relazione e luogo di discussione, di conversazione tra i lettori ed il brand.

Avere una relazione con il brand significa andare oltre l’idea stessa di campagne di visibilità.
Significa capire che uno dei vantaggi dati dalla Rete è che il costo della distribuzione delle informazioni è pari a zero: si puo’ avere memoria delle cose che un’azienda fa e dice, e si puo’ rendere trovabile quello che consumatori attenti pensano di lei: significa costruire reputazione, fiducia. Con il rispetto delle parti.

Non è una mera questione di tecnologia: è una questione di Reti tra Persone.
Una dimensione che ha sempre più importanza nell’economia della conoscenza, nell’economia dei beni immateriali, nell’economia dell’ Attenzione, dove ha importanza il legame continuativo con il proprio pubblico, e non più il semplice numero di spettatori. Le impressions, per capirci, vengono ridimensionate.

Non per nulla si parla tanto di advertising nei Social Network.
Non è più importante solo la tiratura, i milioni di pagine viste al giorno o al mese.
Nelle nicchie della blogosfera ci sono gli Influencer, c’è un pubblico attento a quello che legge e a chi o a cosa propone. L’Attenzione verso i banner per questo pubblico diventa questione di FIDUCIA.
Che va al di là del particolare sito, al di là del Social Network di successo di turno, perchè ci si fida della Persona dietro al profilo, dietro al sito e dietro alla webzine che si sta leggendo.

Questa trasparenza e questo valore aggiunto è insito nei siti del Network: siti che hanno un pubblico piccolo magari, ma assai mirato e che si fida del tenutario del sito che sta leggendo.
Ed in nome di questa fiducia, i banner che stiamo completando non sono solo banner.
Diventano portatori di informazioni utili, e facilmente aggregabili.

I banner di Metafora AD Network hanno qualcosa in più del solito.
Qualche spunto lo si puo’ trovare in questa considerazione su Metafora AD Network presente in Linkedin Answers:

Microformat ADs: something like image banner but not over i.e. 150×50px. Actually the image microformats are offered only by high qualitative ad network (such as metafora ad network in italy) and so only for high-quality websites, not for the masses.

Per questo quando si parla di Metafora AD Network si parla di: Blog marketing, coda lunga dell’ advertising online, e rispetto tra le parti.
Oltre il banner
, oltre il social banner.
Si parla di Semantic Social Banner.

Ma di questo parleremo in modo più approfondito nei prossimi giorni.

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In questi giorni all’interno del Network si sta discutendo di svariati argomenti, anche complessi a volte, per una corretta promozione di questa nostra realtà. E’ anche per questo motivo che la coda di richieste di adesione va un po’ a rilento, per chi sta attendendo una risposta.

Ci stiamo lavorando, in ogni caso.
Mentre si discute e si lavora, vorrei segnarmi una nota a margine:
perchè un inserzionista dovrebbe contattare Metafora per un’eventuale inserimento di comunicazione aziendale nella nostra realtà, visto che in Rete la pubblicità gestita in un certo modo è morta?

Semplice. Il tipo di pubblico che segue le nostre attività, che legge i siti, i blog e le mailing list del Network non viene più colpito dalla tradizionale pubblicità. Vuoi perchè conosce le regole, vuoi perchè è un utente evoluto, vuoi perchè si è stancato. Non è questione di numeri. E’ questione di come ci si pone tra le parti.
Il pubblico a cui si rivolge Metafora è diverso, la pubblicità tradizionale non lo scalfisce nemmeno, anzi magari lo irrita. Pretende comunicazione, pretende questo:

una soluzione per la gestione della pubblicità sui nostri siti che contribuisse a sostenere i costi dei progetti online in modo etico e soddisfacente per chi scrive, per chi investe e per chi legge.

Nelle nostre discussioni interne c’è stato un richiamo alla semplicità, e nel rimanere semplici nel caos di questi giorni, ho pensato davvero perchè io e molti altri siamo scontenti di una certa forma di comunicazione pubblicitaria.

Semplicemente, facciamo parte di una percentuale di persone che non vengono “colpite” dal tradizionale modo di porsi. Facciamo parte, come molti altri, di quella percentuale che sta crescendo ed usa in forme sempre più mature la Rete stessa, quella percentuale che in Rete non solo ascolta e legge, ma crea e scrive. La parte creativa, la parte attiva. Quella che in gergo tecnico, crea lo User Generated Content, o Contenuto Generato Dagli Utenti ( UGC ).

Cercare qualcosa con Google e cliccare sui risultati della ricerca, piuttosto che sui link sponsorizzati, una volta che si conoscono le regole del gioco, diventa una scelta consapevole.

D’altronde lo si dovrebbe iniziare a capire, visto che Metafora è un AD Network.
Che se lo si cerca con Google, porta a risultati interessanti.
-> AD Network come ricerca via Google

Metafora va dove ci sono le Persone

Parlare ancora di scommessa è fuori luogo. Abbiamo ormai a che fare con una realtà che, lungi dal rincorrere i grandi numeri, preferisce inseguire piccole cose come “qualità”, “utilità”, “servizio”. Termini abusati, poco usati, in avvenire declinati come si deve, forse. Grazie a questo nuovo network…

La citazione finale è tratta dal blog di Marco Freccero.

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Qualche giorno fa ho postato nel nostro account Flickr una mappa mentale che riassume una serie di pensieri legati al contesto in cui opera Metafora:

I perchè di Metafora AD Network

L’immagine si legge dall’alto al basso, e parte da un pensiero di fondo, un leggero flusso di coscienza:

  • tutto è conversazione
  • tutto è rumore
  • il marketing invade tutto e tutti, e si fatica a tenerlo a freno
  • c’è bisogno di aria, di spazio e di ascolto
  • c’è il bisogno di avere un ritmo analogico nel mondo digitale
  • e c’è un bisogno di far emergere le singole recensioni individuali dei blog e delle Persone che creano in Rete

Questi sono stati anche i motivi per cui tempo fa ho chiesto di aderire a questa realtà.

Pongo l’attenzione sull’ultimo punto: Metafora nei confronti dei siti degli aderenti, opera come una delle modalità di aggregazione di tante nicchie, di tante code lunghe, che aveva ben esplicitato ed ipotizzato anche Luca De Biase:
-> La pubblicità con la coda lunga

L’erosione dei media tradizionali non è l’unico fenomeno che conta. Conta anche l’aggregazione dei gruppi per nicchie di comportamento e di consapevolezza. Il sistema crossmediale è liberatorio per il pubblico. Ma offre anche il campo libero ai pubblicitari per costruire sistemi di promozione meno facilmente leggibili e interpretabili. Le domande che ci si pongono e i sospetti che circolano intorno al potenziale potere mediatico di Google sono il frutto innanzitutto della difficoltà di interpretare la situazione. I vecchi media non sono vecchi solo per l’anagrafe di coloro che li riempiono di contenuti, ma anche per il tipo di interpretazione della realtà che sembrano voler perpetuare oltre il momento storico nel quale essa era attuale. I nuovi media non sono solo quelli digitali: sono tutti quelli pensati per servire un pubblico attivo e critico, libero di scegliere e profondamente crossmediale…

Questo è il contesto e lo scenario in cui si colloca Metafora, e il portare avanti iniziative come il VRM italiano, è una delle cose che ne fanno una realtà che lancia direzioni, che crea e diffonde maggiore consapevolezza nel nuovo potere nelle mani degli utenti e dei consumatori.
Tutti elementi che vanno a rafforzare il principio del Cost Per Influence, o CPI.

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Per migliorare la visibilità e l’emersione di quello che stiamo facendo, anche a lato inserzionista, abbiamo pensato di costruire un archivio delle campagne che passano nel Network, che potete trovare in questa pagina:

-> Archivio delle campagne di Metafora AD NetworkBeta ( meglio visualizzarlo con Mozilla Firefox che con Internet Explorer 7 )

In pratica, le nostre referenze, se giochiamo un po’ con le parole… con una visualizzazione che cerca di facilitare l’emersione di dati interessanti con un solo colpo d’occhio.

Uno sguardo veloce alla tecnologia con cui le campagne sono mostrate

Giusto per contestualizzare un po’ la cosa, e per far capire perchè Metafora ritiene di essere un punto di aggregazione di realtà che creano valore in Rete, segnalo le slide postate oggi da Simone Onofri in merito al suo intervento a SMAU 2008 di sabato 18 ottobre, riguardo al Web del futuro:

Al di là del tema, in un certo senso orientato al marketing nel Web3.0 se vogliamo dirla col markentese, è interessante notare che la pagine delle campagne che stiamo allestendo usa lo stesso motore tecnologico che viene mostrato con esempi vari nelle slide 33, 34, 35 e 36.

Il Web del futuro è già qui, e Metafora inizia a giocare il suo ruolo di caso studio in merito.

Per rafforzare il principio del Cost per Influence, che citiamo in home page: siamo una realtà che, come con la nostra entrata nel mondo del VRM, dice la propria anche nel portare avanti esempi di Semantic Web per tutti, come aveva accennato anche Edoardo Piccolotto nella sua cronaca all’advcamp.

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